| Una scienziata araba scopre il modo per invertire lo
sviluppo delle cellule
Dopo la fusione fredda, un altro colpo da knock-out è
stato inferto ai saccenti della "comunità
scientifica" © di Renato
Burri
Il nuovo millennio è iniziato con una clamorosa
scoperta fatta da una ricercatrice, Ilham Abuljadayuel, in
forza presso l'università di Cambridge. Durante una fase di
lavoro su colture di cellule staminali, si è accorta che su
di una piastrina non trattata con le tossine normalmente
utilizzate, la cellula invece di venire fagocitata dai
globuli bianchi, si è riagglomerata ricostruendo la
struttura come era in origine. Di fronte ad un evento così fantastico, sogno
dell'umanità da sempre anelato, la "comunità
scientifica" non esulta ma, anzi, con toni inquisitori,
addita la ricercatrice di protagonismo. Siamo alle solite, i balanzoni retribuiti profumatamente
per governare l'establishment del potere accademico isolano
e discriminano tutto il sapere che finisce fuori dal loro
controllo o, come nel caso della fusione fredda, si pone
contro gli interessi delle multinazionali. I ricercatori Martin Fleischmann e Stanley Pons, nel
marzo del 1989, comunicarono al mondo che dagli esperimenti
fatti nel loro laboratorio del dipartimento di
elettrochimica dell'università dello Utah, riuscivano a
produrre energia mediante un sistema di elettrolisi a base
di palladio e deuterio. Questa strepitosa scoperta significava che diveniva
possibile produrre energia per tutti gli usi a costo quasi
nullo. La reazione della "comunità scientifica" fu
quasi violenta nei confronti degli ingenui scienziati che
pensavano di ricevere glorie ed onori, invece di accuse ed
irrisioni. I motivi di questo comportamento si possono riassumere
in due punti:
-
La fusione fredda è una scoperta inspiegabile dal
punto di vista del paradigma della scienza ufficiale e
quindi mette in totale discussione le pseudoconoscenze
dei baroni. Un nuovo paradigma scientifico li spodesta
dalle poltrone di "grandi sapienti".
-
Poter avere energia senza acquistarla, ed in
illimitata quantità, creerebbe uno sconquasso di vastità
geopolitica, ovvero i potenti non sarebbero più tali e
le nazioni deboli non avrebbero più necessità di
indebitarsi.
Chi potrebbe permettere tutto ciò?
La "comunità scientifica" italiana è
integrata in questa realtà, infatti nel marzo del 1996 i
ricercatori: Fleischmann, Pons, Del Giudice, Preparata, e
Bressani furono condannati dal tribunale di Roma per aver
querelato un giornalista del quotidiano "La
Repubblica" che li diffamava su di un articolo dal
titolo "Signori scienziati, perché ci truffate?".
La sentenza fu a loro sfavore perché la commissione
chiamata dal tribunale per stabilire se l'articolo fosse
diffamatorio o discutibile, ebbe un favore contrario grazie
alla rilevante contestazione della stessa "comunità
scientifica". Nel frattempo il deuterio è diventato un prodotto non
acquistabile ed è sotto tutela dei servizi segreti militari
dei paesi occidentali. Il palladio ha raggiunto un costo di molto superiore al
platino ed è possibile acquistarlo in quantità
limitatissime e solo per dimostrate ragioni di produzione
industriale. Esperimenti sulla fusione fredda sono oggi condotti
dall'Enea, dall'Infn (Istituto nazionale di Fisica
Nucleare), dall'Istituto di Chimica dell'Università La
Sapienza di Roma, dal Laboratorio di Elettrochimica del Cnr
( Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Padova,
dall'Università di Milano, dello Stanford Research
Institute, dall'Università della California e
dell'Illinois, e nei Laboratori di Los Alamos. Un programma
sulla fusione fredda è stato di recente varato dal
Ministero dell'Industria del Giappone ed è portato avanti
dal CEA, il Commissariato per l'Energia Atomica di Francia. La storia si ripete, o per caso fortuito - come avviene
di solito, considerata la scarsa conoscenza dei fondamenti
della Natura - o a ragion veduta, attraverso un percorso di
ricerca opinabile. Il ricercatore, pur vivendo nella "comunità
scientifica" facente parte di una università anche
autorevole, nel momento in cui produce una scoperta che
ripropone le due questioni (inspiegabilità e contro-
funzionalità), ha davanti a sé due strade: rimanere
nell'ombra in attesa che la sua scoperta diventi funzionale
a qualche multinazionale e poi rimessa in gioco dalla
"comunità scientifica" come nel caso del prof.
Elia dell'Università di Napoli che è rimasto nell'ombra
pur avendo fatto una scoperta epocale; oppure, come nel caso
della fusione fredda e della ricercatrice Ilham Abuljadayuel,
uscire dalla prassi e sottoporsi a irrisioni ed altro. D'altronde la ricercatrice di Cambridge è anche araba,
e nell'immaginario occidentale uno scienziato è sempre un
americano biondo o al massimo europeo. ...e poi ha scoperto lo stampo per produrre la chiave
della giovinezza. ...e poi, se decidesse di distribuirla solo ai
musulmani? Che il CICAP vegli sulle nostre povere anime!
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