Dalla parte del "Grillo Sparlante"...
...sempre più tagliente!
Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco
Pandolfi
Se esiste una voce ancora capace d'infiammare l'animo degli italiani è
certamente quella di Beppe Grillo, paladino della giustizia sprezzante del
pericolo e degli accidenti che gli piovono da mille direzioni. Ma quanto
amore, quanta riconoscenza raccoglie!
Certo, lui di fluoro ne avrà certamente ingerito ben poco; visti gli
effetti che questa sostanza è capace di produrre, possiamo escluderlo a
priori (vedi articolo).
Dai palchi dei suoi rari spettacoli il Grillo Sparlante ci fa sognare,
riesce a produrre un incantesimo nel quale ognuno di noi assurge a
protagonista della propria vita.
E' un effetto naturale, quando la bocca che pronuncia simili parole viene
guidata da uno spirito dall'amore straripante.
Non è detto, infatti, che amore significhi pecoronaggine: dicono che
anche Gesù trattasse talvolta a pesci in faccia certi elementi lamentosi ed
inconcludenti, per non parlare, poi, di chi aveva fatto della mala fede la
propria bandiera.
Certo, se il Grillo non ci fosse, bisognerebbe proprio inventarlo! Siamo
in molti ad amarlo, e quando - come al suo solito - sparisce dalla
circolazione per andare a mettere lo zampino in uno dei milioni di vespai
nascosti che insidiano i nostri passi, ci manca da morire. Io stesso, da
sempre alieno agli innamoramenti nei confronti dei personaggi dello
spettacolo, mi sorprendo spesso a chiedermi dove sia, cosa stia facendo e,
soprattutto, quando si rifarà vedere.
Mi rimane la consolazione della videocassetta registrata nel '96, quando
se la prese con Biagio Agnes e con un mucchio d'altra gente. Ogni tanto la
infilo nel videoregistratore, torno a rotolarmi per terra dalle risate. Ma la
nostalgia rimane.
Beppe, torna presto.
Ci manchi.
Ultimi colpi sparati dal Grillo Sparlante
(raccolti qua e là per la rete)
Ormai siamo alla frutta: molti infatti
pensano che l'informazione sia la panacea capace di guarire
tutti i mali.
Invece è l'esatto contrario: porta la giustizia in
televisione e uccidi la giustizia; porta la famiglia in
televisione, e uccidi la famiglia. Idem per la fede e tutto il
resto».
In anteprima nazionale Beppe Grillo porta in scena questa sera
al Palasport di Bolzano «Time Out», il suo ultimo spettacolo
che è un grido contro la frenesia della vita moderna con i
suoi ritmi sempre più veloci sino a diventare forsennati, senza un attimo di tregua.
Ed allora, come gli allenatori di basket, Beppe Grillo urla
«Time out» contro una società che inventa sempre nuove
macchine per velocizzare tutto e risparmiare tempo sacrificando però spesso l'essenza stessa dell' uomo.
Molto
meglio - dice Grillo - essere un bradipo, l'animale più lento
del mondo: un'ora per mangiare una foglia, un giorno per fare
un metro, una settimana per una scopata.
"Io sono un ciarlatano che parlando
in una piazza raduna una folla, alla globalizzazione
contrappongo il mercato rionale. La vita - dice Grillo - é
come una macina da mulino e noi siamo le olive che vengono
stritolate; se ci comporteremo bene e non ci opporremo al
mercato, alla legge del liberismo, se sopporteremo l'Europa,
usciremo come lucente olio altrimenti come nera morchia."
il tema è quello del tempo («Ce lo
rubano, è la truffa più grande della nostra vita»)
E noi italiani siamo un popolo
straordinario, perché sopportiamo qualsiasi cosa. E dentro
portiamo una piccola insoddisfazione perenne, perché non
abbiamo degli sfoghi. Quando una persona crede di subire
un’ingiustizia, la prima cosa che fa è prendere qualcosa e
tirarla. I palestinesi quando li vediamo in televisione tirano
sempre qualcosa, perché ce l’ hanno qualcosa da tirare. Da noi
che hanno asfaltato tutte le strade, cosa tiri? Non puoi mica
tirare un vigile! L’asfalto ha eliminato tutte le rivoluzioni.
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