Dossier - Orrore sui bambini
Quando gli aggettivi non bastano
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Un numero incredibile di persone scompare ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E’ come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell'ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno.
Secondo le cifre del Ministero dell'Interno nel 1996 sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno
riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze
dell'ordine.
Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, “Il Giornale” (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo:
"Dal ’90 quadruplicati i ragazzi spariti".
Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l’altro, denunciava:
"Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli
schiavi" e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi
"desaparecidos" tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E’ un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la “Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle “Missing Persons” stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. “The dictionary of national
biography: missing person”.
Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale “La Stampa” (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano:
"La sètta, “Gli scopritori” (Finders), fondata a Washington da un
"santone" che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. ...La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati
Uniti".
Ciò che più lascia sconcertati di questa sètta è che, secondo Ted
Gunderson, dirigente dell’FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, è, a quanto scrive la rivista “Nexus. New Times”, n. 23 (edizione italiana), la sua affermazione:
"La mia conferenza relativa ai ‘bambini scomparsi’ documenta che i Finders (Scopritori,
ndt) di Washington, DC, sono un’organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un’operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di
bambini". Egli, commenta Uri Dowbenko, autore dell’articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della sètta Finders deve essere chiuso per il motivo che è
"un affare interno della CIA".
Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di “Nexus”: "Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che “esiste
una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico
odierno”".
L’avvocato John W. DeCamp, nel suo agghiacciante libro-denuncia: “The Franklin Cover-up”, che tratta di pedofilia nelle alte sfere del potere, scrive:
"Le droghe non rappresentano il livello più profondo del male sponsorizzato dal governo; io ritengo che il livello più infimo dell’Inferno sia riservato a quelli che hanno evocato e attuato il ‘Monarch Project’. ‘Monarch’ fa riferimento a giovani che in America sono stati vittime di esperimenti di controllo mentale eseguiti da agenzie del governo USA come la CIA oppure agenzie di intelligence
militare". Il giornalista investigativo Anton Chaitkin, più volte citato nel libro di John W.
DeCamp, spiega che questi esperimenti sono all’origine di una
"produzione di un’orda di bambini la cui anima viene frantumata, il cui scopo sarebbe spiare, prostituirsi, uccidere e
suicidarsi" (“Nexus”, n.23, cit.).
Jean Dagorno, docente di Analisi storiosociologica del quarto arrondissment dell’ “Ecole Superieur” di Parigi, eletto come indipendente a Bruxelles e famoso a livello mondiale per aver fatto esplodere la “bomba” Echelon (nella sua ormai famosa interrogazione sull’esistenza di un sistema di controllo delle comunicazioni, telefoni, fax, cellulari, ecc.) ha recentemente pubblicato un altro articolo-dinamite. Il professore sulla rivista francese “Etudes Storiosociologues
(XV, nouvelle sèrie, page 14 et seguentes), nel suo saggio dal titolo: “Pourquoi
moi?”, denuncia che i serial killer potrebbero essere il risultato di incredibili esperimenti e di ciò accusa la CIA. A sostegno della sua inquietante tesi si chiede, tra l’altro:
"Cosa faceva, nel 1959 Aldous Huxley, in compagnia dell’antropologa Margaret Mead e del lisergico Timothy
Leary, nella cella di Charles Manson, il prototipo dei serial killer, lo pseudosatanista che avrebbe confessato la torbida verità nascondendola nell’autoaccusa di aver partecipato ai riti di The
Process? Cos’era, infatti, The Process se non una setta organizzata dalla
Cia, per reclutare i soggetti più labili sui quali sperimentare le “terapie” di
Huxley, della Mead e di Leary?". Secondo Dagorno queste particolari terapie venivano effettuate iniettando, nei soggetti cavia, le sostanze dalle quali, venti anni dopo, si sarebbero ricavati i principi attivi degli psicofarmaci di terza generazione. Oggi gli psicofarmaci sono le medicine più consumate nel mondo. Ebbene la grave accusa consiste nell’ipotesi che gli psicofarmaci, in soggetti particolari, inibirebbero ogni tipo di freni morali trasformandoli in serial killer. Se Dagorno dovesse avere ancora ragione, come per
Echelon, sarebbe davvero terribile.
Per quanto concerne le accuse fatte, da
più parti, alla Cia di produrre assassini programmati, è di
grande interesse quanto scrive Maurizio Blondet sulle scoperte
di un’antropologa, Karen Steinherz. La studiosa ha, infatti,
incontrato seri ostacoli in una sua particolarissima indagine
e, racconta Blondet, alla fine: "la Steinherz è giunta alla
conclusione che il caso Manson (il guru malefico che spinse
alcuni suoi seguaci ad uccidere persone che non conoscevano
neanche, tra cui l’attrice Sharon Tate e altre 8 persone, ndr)
non sia un’esplosione "accidentale" della violenza "latente in
ogni società avanzata", ma che invece possa configurarsi come
un caso di manipolazione e di controllo di una personalità
psicopatica da parte di "scienziati sociali" identificabili"
(M. Blondet, Complotti I – Stati Uniti, Gran Bretagna, Il
Minotauro, Milano 1995).Tutto ciò è gravissimo. Riporto, per
rendere più chiaro quanto affermato dalla studiosa, un piccolo
brano di un’interessante conversazione del giornalista Blondet
con un enigmatico personaggio "esperto di un genere assai
speciale". Quanto segue è in relazione a certi fatti inerenti
all’attentato subito dal presidente Reagan il 30 marzo del
1981 e di cui fu accusato uno squilibrato, John Warnock
Hinckley. Il misterioso interlocutore esordisce: "Come hanno
fatto a convincere Lee Oswald a sparare a Kennedy? E Alì Agca
a tirare al Papa? E’ la vecchia storia degli assassini
solitari. Un pazzoide arriva dal nulla e bang-bang. (…).
…bisogna scegliere uno squilibrato. Uno squilibrato è facile
da ossessionare. (…). Ma è una cosa lunga in ogni caso,
complicata. La preparazione può durare anni. Per questo in
ogni momento i servizi hanno in preparazione psicologica una
mezza dozzina di squilibrati da trasformare in assassini
solitari al bisogno" (M. Blondet, Gli "Adelphi" della
dissoluzione, Ediz. Ares, Milano 1994).
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