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Macellai, addio?
Forse il bestiame potrà dormire sonni tranquilli
Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco
Pandolfi
Buone
notizie per i vegetariani convinti da ragioni etiche, per chi
(molto avvedutamente) teme la diffusione del morbo della mucca pazza e per... le vacche.
Tre
ricercatori olandesi hanno messo a punto una tecnica che
permetterà la produzione in quantità industriali di carne di
manzo, pecora, pollo, granchio, gamberetto ed ostrica (per
ora) senza bisogno di avere morti sulla coscienza.
Come
funziona, 'sta cosa? Sfruttando le conoscenze accumulate con
le ricerche sulle cellule staminali, il filone
"concorrente" di quello basato sulle modifiche
genetiche. Queste cellule sono le progenitrici di quelle dei
muscoli e del sangue, vengono prelevate da un animale e
coltivate su una matrice spugnosa di collagene.
In
pochissimi giorni, strato dopo strato, le cellule si
riproducono formando una "bistecca" totalmente priva
di grassi e di parti di scarto. Il gioco è fatto.
Resta da
provarne il sapore. Chissà se, cotte sul barbecue, ci faranno
venire ancora l'acquolina in bocca?
Poche
storie... il progresso è progresso, e poi molti dicono che,
chi mangia carne "di cadavere", ingerisce anche la
"sofferenza" della morte della bestia, sia sotto
forma chimica che "energetica".
Beh, se ci
rimetteremo solo quel po' di sapore (ma quanto mi
mancherà quel grassino tenero tenero), pagherò volentieri lo
scotto... a patto che non mi facciano mangiare porcherie
riciclate.
Eh, sì; so
già da adesso che mi interrogherò spesso sulla natura e
sulla genuinità delle sostanze che verranno utilizzate per
"far crescere" questi nuovi alimenti.
Non voglio
pensare a cosa metteranno nel liquido che nutrirà le
nostre bistecche.
Magari ne
mangerò qualcuna, ma certo la carne non è mai stata il mio
forte.
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