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Veleno+Mente=Miracolo?
Cibi: il potere della preghiera
© di Francesco Pandolfi Balbi
Mi sembra
evidente: se ascoltassimo tutti gli avvertimenti sul cibo a
proposito di veleni, pericoli e sofisticazioni, non mangeremmo
per la rabbia e la paura, o dovremmo per lo meno restringere
il paniere della scelta all'orto del nonno e, tutt'al più,
alle poche aziende di produzione biologica dalle comprovate
virtù.
Dopo anni di
ricerche personali in questo senso mi viene il dubbio che non
sia, questo, il modo più pratico di vivere; soprattutto se,
come me, si è più o meno giunti alla conclusione che la
mente crea.
Diamo per
un'attimo una possibilità a quest'ultima ipotesi: dimmi,
allora, cosa può creare una mente che pensi continuamente ai
danni che ciò che si sta per ingerire potrebbe causare.
Sai cosa
significa il termine "psicosomatica"? Significa più
o meno che la psiche (il nostro universo mentale) ed il soma
(il nostro corpo fisico) sono i componenti fondamentali di un
meccanismo complesso nel quale ciascuna delle due
"sostanze" influisce in maniera determinante
sull'altra.
Allora torno
a chiedermi se sia più prudente passare il tempo ad
informarmi su quanto mercurio ingerirò insieme ad una
scatoletta di tonno o, piuttosto, DECIDERE (dato che la mia
mente crea la mia realtà anche fisica) che quanto sto per
ingerire, qualsiasi cosa sia, non farà altro che ripulire,
nutrire ed arricchire il mio corpo e la mia anima.
Riconosco
che, detta così, sembra una boiata. Tuttavia non sono giunto
a questa riflessione in modo leggero: a supportarmi sono una
conoscenza parziale della fisica quantistica e l'enorme,
sfaccettata corrente di pensiero che affonda le proprie radici
in tempi ben più antichi di quelli che conosciamo e che
afferma, come dicevo, che la nostra mente può TUTTO.
Non a caso mi sono giunte voci a proposito di qualche guru
capace d'ingerire veleno con effetti pari a quelli di un sorso
d'acqua preso dell'acquasantiera.
Ora, sono
sempre stato uno scettico. La cosa mi sembra improbabile ma,
in tutta onestà, le peggiori legnate della mia vita le ho
prese per aver giudicato a priori... quindi ho imparato a non
dare mai niente per scontato o, al contrario, per impossibile.
Vista
l'impostazione di questo giornale non posso nemmeno analizzare
in questa sede la veridicità di tali affermazioni, mi
limiterò a lanciare uno spunto di riflessione, invito ad
indagare ed analizzare un punto di vista che potrebbe
realmente cambiare radicalmente il nostro modo di
vivere.
In effetti,
se fosse così, scopriremmo d'aver sempre delegato il nostro
potere ad altri, scopriremmo che l'infinità di problemi che
abbiamo sempre avuto è da attribuirsi principalmente ad un
nostro blocco interiore.
Proviamo,
allora, e facciamolo con autentico spirito critico ed
avventuroso; analizziamo questa possibilità entusiasmante
della quale la nostra facoltà di trasformare i cibi velenosi
in vere e proprie panacee è soltanto uno degli infiniti
aspetti positivi.
Del resto,
se eliminiamo le false immagini create da molte religioni, la
preghiera può essere considerata non tanto come una
richiesta, ma come una vera e propria autoconvinzione che
spinge la nostra mente a creare nuove realtà.
Possibile che, fin dall'antichità, chi si
prendeva la briga di benedire tutto ciò che mangiava fosse un
emerito imbecille?
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