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Cellulari, che
cuccagna (per le multinazionali)!
L'allarme
viene dall'Inghilterra
Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco Pandolfi Balbi
E' passato
pressoché inosservato dalla gran parte delle persone (sfido io,
queste cose le mandano in onda solo di sera tardi... chissà
perché...), ma il servizio di "Report" sui danni da cellulare è stato sufficiente a
trasformare le grida di protesta già esistenti in una vera e propria
"rivolta".
Attenzione, ragazzi, attenzione alle vostre belle teste!
Riferisco
poco professionalmente quanto mi è giunto all'orecchio (purtroppo
quel servizio non ho avuto il piacere di vederlo): secondo ricerche
condotte in Inghilterra da un team di medici sui cadaveri di persone
che usavano molto il telefonino, è emerso che tutte avevano gran
parte del lobo temporale più o meno tumefatto. In altre parole:
cotto, lessato dalle microonde.
Non
so se riferisco bene, ma ho sentito dire che, secondo questi
specialisti, circa l'80 per cento delle persone che usano il cellulare
per più di tot ore (non so quante, perdonatemi!) al giorno contrarrà
inevitabilmente il cancro al cervello.
Perché
simili notizie non vengono diffuse?
Rispondi prima a queste domande:
-
quanti soldini stai passando all'azienda che ti ha venduto
la sim del tuo cellulare?
- quanti soldini spende in medicine un malato di cancro?
- in quali tasche vanno a finire i soldini che quel malato spenderà
in farmacia?
Si
tratta della tua salute: prenditi la briga d'informarti, fallo sino in
fondo, non fermarti ai santoni della medicina ufficiale.
Una
soluzione anche parziale del problema, esiste?
Sì. Almeno per chi usa il cellulare senza avere un ripetitore di
segnale sopra il tetto di casa; per fortuna alcune aziende hanno
deciso di produrre dei modelli di telefonini provvisti di vivavoce. Si
parla tranquillamente ad un metro di distanza eliminando così anche
il dilemma sollevato recentemente: il filo dell'auricolare mi
trapanerà il cervello, oppure no?
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