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Emergenza pedoporno

Il mercato della pedofilia è sempre più "istituzionalizzato"

Anno di pubblicazione: 2005 - di Alessio Mannucci - Prelevato da www.ecplanet.org

L'allarme è dell'UNICEF: sette anni fa non esisteva un business globale legato al mercato delle immagini e dei video che ritraggono abusi sessuali ai danni di minori. Oggi la criminalità organizzata di mezzo mondo ci lucra sopra. Russia, Europa dell'Est, Sud america, estremo Oriente: sono tanti i luoghi nei quali il crimine organizzato cavalca il business del commercio telematico di immagini pedopornografiche, legate ad episodi di violenza a dir poco raccapriccianti.

Un segno inequivocabile dei tempi che corrono.

Ad affermarlo questa volta è stato uno dei principali consulenti dell'UNICEF, il fondo per i bambini dell'ONU, Gopalan Balagopal, che ha usato poche, efficaci parole: “Il problema sta crescendo in quelle aree del mondo, come l'Asia, dove il numero di persone connesse ad internet aumenta rapidamente”. La maggiore diffusione di Internet sta favorendo lo sviluppo di un business che un tempo non esisteva, e comunque non su scala globale. Ma, quel che è peggio, è che a riscuotere il maggior successo “commerciale” sono le immagini che ritraggono abusi e violenze, a sfondo sessuale, su minori.

Per quanto assurdo e inconcepibile, questa è la domanda del mercato: violenza, sangue, abominio, ai danni di poveri innocenti. Balagopal non è certo l'ultimo arrivato sulla questione, ma è considerato un'autorità nelle strategie per la tutela dell'infanzia nel mondo, ed è dunque naturale che l'allarme da lui lanciato stia suscitando grande attenzione.

Secondo l'esperto, tutto quello che va dalla prostituzione al turismo sessuale, fino al traffico di minori e agli abusi sui bambini, è stato alimentato dalla diffusione della rete. Che non è la causa, ma una incubatrice che permette a questo crimine di svilupparsi. Sarebbe il caso di cominciare a chiederci qual è allora la vera causa di questa abominevole domanda di pedopornografia legata ad atti di violenza. Che altro è se non una follia che si sta generalizzando?

Balagopal, che ha lanciato l'allarme dalla tribuna di una conferenza internazionale di Bangkok dedicata proprio alle violenze sui minori, ha spiegato che “negli ultimi anni abbiamo già visto come i problemi del pedoporno e degli abusi siano divenuti enormi negli Stati Uniti e in Russia”. L'esperto dell'UNICEF ha citato i dati raccolti dall'ormai celebre National Children's Homes (NCH), l'organizzazione britannica per la difesa dei bambini. Secondo NCH, i siti dedicati al pedoporno sono soprattutto americani (55 per cento) e russi (23 per cento), spazi internet che attirano moltissimi da tutto il mondo e che pubblicano materiali realizzati dalla criminalità organizzata in diversi paesi. E alimentano un mostruoso business globale.

Secondo NCH, intervenuta lunedì alla conferenza di Bangkok, “un tempo era molto difficile entrare in certi giri. Dovevi conoscere un amico o far parte di un qualche circolo pedofilo, ma ora chiunque anche con una curiosità modesta o senza alcuna intenzione può trovare in rete pornografia infantile”. E non è un caso che siano anche aumentati esponenzialmente coloro che sono stati denunciati o diffidati per l'accesso o la diffusione di certi materiali proprio negli ultimi due-tre anni.

“Organizzazioni criminali russe e dell'Europa orientale - hanno affermato i rappresentanti di NCH - oggi raccolgono sistematicamente dei minori affinché siano filmati in atti sessuali, laddove fino a sei o sette anni fa un mercato del genere non esisteva proprio”. È stato citato il caso di un sito dell'Est europeo che, individuato e chiuso dalla polizia, avrebbe portato addirittura un reddito di 1,5 milioni di euro al mese ai suoi gestori.

Cosa fare per stroncare questo nuovo mercato della criminalità globale via internet ?

La sfida più grande è evidentemente quella di trovare una strada che da un lato consenta di tutelare i più piccoli e dall'altra di perseguire i criminali che ne abusano riuscendo nello stesso tempo a garantire alla rete le libertà digitali che sono parte costitutiva della sua diffusione e della sua importanza per l'umanità.

 

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