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Intervista a Maurizio Blondet
Il giornalista e scrittore Maurizio Blondet ci ha rilasciato una intervista telefonica che abbiamo mandato in diretta radio sull'emittente locale del Veneto, Radio Gamma 5 (94,00 MHz). Pubblichiamo un estratto di tale intervista.
Anno di pubblicazione: 2005 - Marcello Pamio - da
www.disinformazione.it
D: Si parla sempre più spesso di tecnologie in grado di intercettare
fax, cellulari, e perfino e-mail. Addirittura di satelliti militari in
grado di fotografare qualunque cosa, eppure, il pericolo numero uno al
mondo non si trova. Ma che fine ha fatto Osama bin Laden, e a chi giova
la sua esistenza e i suoi videoproclami?
R: E’ abbastanza evidente: Bin Laden era un agente della CIA almeno fino
al 1999 ed è sospettato di aver fatto uccidere (su richiesta della
stessa CIA) in agosto del 2001 (quindi un mese prima dell’11 settembre)
il generale afgano Mossud, che poteva unificare l’Afghanistan. Quindi è
probabile che lui sia tuttora un uomo che lavora per i servizi segreti
americani, fingendo di essere loro nemico. Oramai Bin Laden manda solo
delle videocassette, e da due anni non ha fatto una sola telefonata con
il satellitare, perché qualunque tipo di conversazione, di
comunicazione, oggi può essere controllata. Addirittura qualunque
movimento finanziario. Gli americani hanno un software, che si chiama
Promis, che serve appunto a controllare ogni tipo di movimento
finanziario sospetto e anche non sospetto. Loro negano di usarlo, ma in
realtà, visto che ce l’hanno, non si capisce perché non dovrebbero
usarlo. E allora Bin Laden come fa a comandare al-Qaeda senza nessun
tipo di comunicazione? Nel mio libro: "Osama bin Mossad" ho fatto
un’ipotesi che alla fine - magari tra una quindicina di anni di guerre -
vedrà Osama come il Grande Califfo della Mecca, in una Arabia Saudita
divisa in due parti: quella petrolifera e democratica (come l’Iraq!) e
l’altra della Mecca, intoccabile luogo santo. Oggi, i suoi videoproclami,
hanno l’obiettivo di mantenere vivo questo senso di terrore. Il libro
che spiega tutto è "1984" di George Orwell, dove si racconta di una
guerra che forse non esiste nemmeno, che però tiene tutta la popolazione
sotto l’impero del terrore e rende necessario un governo autoritario, la
gestione segreta dello Stato, ecc. ecc. Andrebbe però riletto
attentamente, perché lo abbiamo sempre fatto come la metafora
dell’impero sovietico, ma adesso sta diventando la metafora dell’impero
di Bush!
D: Nel suo libro, "11 settembre: colpo di stato in USA" lei parla di un
vero e proprio colpo di stato interno all’America, portandone le prove.
Da quel giorno il mantra ripetuto continuamente dai media è che "il
mondo non è più lo stesso". Quel colpo di stato, cosa effettivamente ha
cambiato?
R: Se nel 1997 vi avessero detto che l’America aveva delle basi militari
permanenti in Afghanistan, in Azerbaijan, in Georgia (cioè nel cortile
di casa della Russia), avremmo detto che erano pazzi. Invece proprio nel
1997 esce il libro di Zbigniew Brzezinski (Consigliere della Sicurezza
Nazionale, uomo della Commissione Trilaterale e del CFR), dal titolo:
"La grande Scacchiera", nel quale dice esattamente quello che sta
avvenendo oggi. Per esempio che l’America deve comprare quella zona
dell’Asia Centrale (di influenza russa e non sovietica, perché anche gli
Zar erano lì) per sottrarla alla Russia in modo che quest’ultima torni a
diventare una micropotenza asiatica. L’Ucraina è il trait-union tra
Occidente e Oriente e la rete di passaggio di tutti gli oleodotti
centroasiatici. Tutto ciò sta avvenendo! Ma avevano bisogno di un
pretesto che allarmasse abbastanza la popolazione americana per
cominciare questa nuova avventura bellica. E il pretesto è stato l’11
settembre 2001. Anche questo era previsto nei documenti dei necons,
scritti almeno 5 anni prima, in cui si diceva chiaramente che sarà
necessaria una nuova Pearl Harbor... E infatti Pearl Harbor è avvenuta,
grazie ad un agente della CIA che è Bin Laden! Ma la cosa incredibile è
che queste cose vengono chiamate cospirazionismo, complottismo. Nei miei
libri porto dei dati di fatto e vorrei essere smentito su questi dati.
D: In novembre abbiamo assistito alla vittoria di George Walker Bush sul
fratello di loggia John Kerry. Ci sarebbero tante cose da dire sulla
votazione elettronica in Ohio, ma quello che non capisco è come Kerry,
non abbia vinto. Anche lui avrebbe fatto gli interessi delle
multinazionali, della lobbies delle guerre e pure quelli di Israele.
Quali giochi si nascondono dietro questa elezione?
R: La mia sensazione è che Kerry non abbia nemmeno provato a vincere le
elezioni, nel senso che glielo hanno ordinato dalla centrale che comanda
tutti e due i fessacchiotti (Kerry e Bush sono solo dei figuranti).
Siccome bisognava veicolare l’idea che l’America è ancora una
democrazia, gli hanno ordinato di fare lo sfidante (democratico). Ma
come si è visto, ha fatto a mala a pena una campagna elettorale di sole
3 settimane, con un messaggio di questo tipo: "Io farò meglio le stesso
cose che Bush sta facendo". Cioè le guerre. Non si capisce perché
bisognava votare lui! Tutto ciò ovviamente è telecomandato: entrambi
fanno parte della società segreta Skull and Bones, dell’Università di
Yale, da dove escono i funzionari e i responsabili dei governi segreti
americani. E’ tutta una finzione, e infatti Putin che è lucido in
questo, dice che preferisce Bush a Kerry, perché Bush almeno fa le cose
in modo talmente brutale da alienarsi delle simpatie. Per l’Europa, se
avesse vinto Kerry sarebbe stato più difficile dire di no, avremo dovuto
dargli più truppe militari per l’Iraq e in futuro per l’Iran... E’
chiaro che questi non si vogliono fermare all’Iraq, ma Iran, Siria e
Arabia Saudita.
D: Le ho chiesto questo, perché a Stresa, sul lago di Como, in giugno
scorso si è riunito il Bilderberg e mi sembra che avessero deciso per
Kerry e per il suo vice Edwards....
R: George Soros era a favore di Kerry. Quello che dice è perfettamente
vero. Il Bilderberg è un gruppo formato da americani ed europei: è la
Commissione Bilaterale per intenderci, e loro vedono con allarme questo
scollamento fra l’amministrazione Bush e l’Europa. Vorrebbero fare le
cose che fa Bush ma con la partecipazione dell’Europa, cioè vogliono
avere una fetta di torta, perché alla base di alcune di queste letture,
c’è il possesso delle fonti petrolifere. Sono molto allarmati che
l’Europa diventi una specie di satellite degli USA. Però questo gruppo
(i Bilderberg) è stato completamente glissato dai neocons, che sono tra
le altre cose, anche messianici, quindi non pensano che le alleanze
servano, perché hanno il "favore divino".
D: Pochi giorni fa Colin Powell è stato sostituito dalla pantera nera
Condolizza Rice. Se non sbaglio, la Colomba di Washington aveva
intenzione di usare il suo credito internazionale per mettere un po’ in
riga la politica estremista di Sharon. E’ stata questa la causa del suo
licenziamento o c’è dell’altro?
R: Pare che sia stata proprio questa. Colin Powell ha fatto delle figure
umilianti in giro per il mondo, ma avrebbe potuto ergersi come eroe di
un'altra America, opponendosi a Bush, e invece, ha fatto il servo.
Pensate che lo chiamano lo "Zio Tom". Siccome sono sicuri di governare
per altri quattro anni, hanno sbattuto fuori il burattino che non gli
serviva più. E questo è molto grave perché va su Condoleeza Rice che è
praticamente la badante di Bush. Bisogna aver chiaro che Bush è un uomo
con gravi problemi psichiatrici: ex alcolizzato, ex cocainomane, e che
quindi è un uomo facilmente manipolabile e manovrabile. Non è lui
l’attore, il protagonista, è soltanto il figurante. I veri capi appaiono
essere Dick Cheney (il vice presidente), e Donald Rumsfeld (il capo del
Pentagono). Se c’era un uomo che doveva essere licenziato dopo le
elezioni era proprio Rumsfeld, perché ha fatto dei disastri militari in
Iraq...e invece è stato mandato via Powell. Questo indica un indurimento
e vedremo delle cose ancora più terribili nei prossimi anni molto
probabilmente.
D: Che ruolo ha il paparino George Herbert Walker Bush, massone del 33°
grado del Rito Scozzese Antico e Accettato?
R: Papà è probabilmente l’iniziatore dell’aspetto, non messianico ma
cinico di questa politica. E’ il capo di un fondo d’investimento molto
speciale, che prima dell’11 settembre ha fatto incetta di azioni delle
imprese militari, sia americane che europee. Quindi sono quelli che
guadagnano di più dalle guerre fatte dal figlio. Questo è un altro
conflitto d’interessi gigantesco: ogni volta che Bush figlio fa una
guerra, Bush padre ci guadagna!
D: L’Iran è al primo posto nella lista degli stati canaglia. Dal 2000 ha
iniziato a incamerare euro al posto di dollari, e questo ha dato molto
fastidio all’economia USA, per non parlare poi della fornitura di gas
naturale per 100 miliardi di dollari alla Cina, contravvenendo alla
legge sull’embargo. Che tipo di politica metterà in atto
l’amministrazione statunitense nei confronti dell’Iran?
R: C’è una questione da parte di Sharon di attaccare l’Iran. La cosa
però non è semplice perché l’America è sfiatata dall’occupazione
dell’Iraq. Bisognerà vedere cosa farà: se instaurerà la leva
obbligatoria; se potrà fare guerra senza far rivoltare i cittadini
americani; se per convincere il popolo bisognerà fare un altro attentato
di al-Qaeda ancora più sanguinoso, come si teme, in modo da trascinare
l’intero paese nella guerra all’Iran. L’Iran è un paese difficile perché
ha 70 milioni di abitanti, è molto più vasto dell’Iraq e qualche tipo di
copertura militare, russa e molto probabilmente cinese, dati i rapporti
economici molto stretti che si sono stabiliti tra Cina e Iran. Con un
mega-contratto da 100 miliardi di dollari di gas in 25 anni, infatti la
Cina si è accaparrata una parte della sicurezza energetica. Se adesso
l’Iran viene attaccato sono proprio gli interessi cinesi che vengono
aggrediti. Non dimentichiamo anche che tutta l’operazione sull’Ucraina è
un’operazione americana (come quella di George Soros in Georgia). Si
vuole praticamente sottrarre a Putin l’egemonia dell’area, perché sia la
Russia che l’Ucraina hanno le armi atomiche. Quelle ucraine sono sotto
controllo USA, attualmente. Quindi se si arriva a una guerra civile...
D: Volevo domandarle proprio questo: cosa sta succedendo esattamente in
Ucraina?
R: Praticamente l’idea è quella di portare l’Ucraina sotto l’influenza
della sfera USA. Non europea o occidentale, ma americana! Questo crea
dei gravi problemi a Putin. Per fare un esempio: Putin ha una flotta nel
Mar Nero, e se l’Ucraina diventa ostile, non è più collegato con essa.
Per non parlare dei numerosi oleodotti russi, che oggi forniscono
petrolio all’Europa, che passano proprio per l’Ucraina! Da qui
l’interesse USA di controllare questi oleodotti, perché in quella zona
il petrolio non ha collegamenti con il mare. Quindi è un esproprio che
si vuole tentare contro Putin. In questa fase egli è aggredito e non
aggressore. Anche l’attentato sanguinosissimo di Beslan contro i bambini
è stato chiaramente indicato da Putin (che è un agente del KGB e quindi
sa benissimo come avvengono queste cose...): i terroristi sono solo
strumenti della Roma che sta sul Tamigi e sul Potomac, che vuole
dividere per imperare, come faceva la Roma antica. Sono poteri
petroliferi di Londra e Washington che hanno scatenato i terroristi
cosiddetti islamici. Se poi si va a vedere chi è capo di quei terroristi
ceceni, Basayev. Egli è stato il capo delle guardie del corpo del più
importante e ricco degli oligarchi russi Boris Berezovsky, colui che si
è accaparrato tutti i beni minerari della Russia. Putin in pratica se li
sta riprendendo perché questi non li hanno pagati. Pensate alla Yucos,
che è di proprietà di un oligarca russo Komarovsky, il quale l’ha
comperata per 200 milioni di dollari ai tempi delle privatizzazioni, con
soldi prestati dalla famiglia Rothschild. Oggi la Yucos vale in borsa 17
miliardi di dollari!
D: Cambiando totalmente discorso, m’incuriosisce molto uno dei suoi
ultimi libri, dal titolo: "La strage dei genetisti". Può spiegarci cosa
intende per strage di genetisti?
R: Dopo l’11 settembre misteriosamente sono morti in vari incidenti -
che sono per la maggior parte omicidi - venticinque forse ventisei
genetisti che si occupavano di armi genetiche, batteriologiche e con
manipolazione militare del DNA. Non si capisce bene cosa stia
succedendo, ma è probabile che sia in corso una guerra segreta su questi
tipi di armamenti, le cui ricerche sono così avanzate che basta uccidere
pochi uomini, pochi competenti, per frenare lo sviluppo delle armi al
nemico. Se per esempio i cinesi ammazzano cinque genetisti americani che
se ne occupano, è improbabile che gli americani abbiano altri cinque
genetisti dello stesso livello che si occupano degli stessi studi.
Quindi è in corso qualche cosa di questo tipo, e ci sono degli Stati che
stanno mettendo a punto armi di questo tipo: la cosiddetta arma
genetica. Un’arma, un microbo, un batterio, un virus in grado di colpire
solo un tipo specifico di genotipo! Quest’arma genetica fu rilevata da
un membro del Congresso del Parlamento israeliano. Il parlamentare fece
una dichiarazioni misteriosa, e non l’ha più ripetuta...
E’ molto allarmante, perché gli effetti di queste armi, assomigliano a
malattie. Come quella che ha colpito Arafat per esempio. Il presidente
dell’OLP, è morto con dei sintomi molto strani: migliaia di
microemorragie nei piccoli vasi, che non corrispondono a nessuna
malattia ufficiale! Da qui il sospetto di avvelenamento, ma
avvelenamento con un’arma molto sofisticata e mirata...
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