Le armi ad uranio impoverito sono utilizzate da una
dozzina d’anni.
Sebbene i militari dicano che queste armi non sono
armi nucleari, che l’uranio è usato solamente per le sue qualità
meccaniche, non tutti sono di questo avviso ed i pericoli specifici
sarebbero reali.
Perché, esattamente?
Sono equipaggiati di cariche a uranio impoverito: i
proiettili di obici anticarro, alcuni detti "obici-matita" del diametro
di 30 mm e 300 mm di lunghezza, con una carica di 300 g, sparati dagli
aerei; altri di diametro 120 mm, con una carica da 1 a 5 kg, sparati da
carri e missili con cariche ancora più importanti, per bucare protezioni
spesse in cemento.
Queste armi sono state utilizzate nella prima guerra
del Golfo, nella misura di 900.000 tiri di obici, effettuati dagli
aerei. Compresi gli altri tipi di obici, si tratta di circa 300
tonnellate di uranio impoverito. Sono state utilizzate anche in Yugoslavia (30 tonnellate di uranio impoverito), ed in Afghanistan e,
ultimamente, anche in Irak, e qui anche, sembra, in zone urbane.
Lo scopo ufficiale dell’uso dell’uranio impoverito è
di servirsi della sua densità e della sua durezza per bucare i blindaggi
più resistenti. Il tungsteno, utilizzato precedentemente, è più denso
(19,30 g/cm3 contro 18,95 per l'uranio, e 500 Wickers contro 250 per
l’uranio: 2 volte più duro).
Sapendo quindi che il tungsteno fonde a 3400°C contro
i 1130 dell'uranio, e bolle a 5700°C contro 3850°, la sostituzione del
tungsteno con l'uranio impoverito è fatta per altre motivazioni, ma
quali?
Nozioni di base:
Le diverse unità di misura della radioattività e delle sue
conseguenze biologiche (quello che non è stato detto)
Ci sono molte (troppe) unità di misura concernenti la
radioattività:
quelle che ne misurano la quantità, senza tener conto
della "qualità" e nemmeno degli effetti:
- Il curie (Ci) = 1 curie corrisponde all'attività di
1 grammo di radio, ovvero 37 miliardi di Bq.
- Il becquerel (Bq) = numero di disintegrazioni in un
secondo.
Quelle che tengono conto della nozione di dose
assorbita:
- Il rad (rad) = 0,01 gray.
- Il gray (Gy) = 1 gray corrisponde a 1 joule/kg e a 100 rad.
Quelle che tengono conto dell’equivalente di dose
(effetti biologici):
- Il rem (rem) = 0,01 joule/kg.
- Il sievert (Sv) = 100 rem (attenzione: il sievert
misura anche altre grandezze e questo aumenta la confusione).
Cosicché, quando si parla in rad, in qualche modo si
vuole ingannare, dimenticando di precisare che per una medesima dose
assorbita di 30 rad, per esempio, gli effetti biologici
corrisponderebbero a 0,3 Sv se l'irradiazione fosse fatta con un
irradiamento gamma, e a 3 Sv se fatta con irradiamento alfa: 10 volte di
più.
E, se se ne parla in becquerels, è ancora più
ingannevole in quanto se 1000 Bq provenissero dal carbonio 14
corrisponderebbero a 0,0002 mSv*, se provenissero dall’uranio 238
corrisponderebbero a 0,5 mSv* (2500 volte più) e corrisponderebbero a
120 mSv* se i 1000 Bq provenissero dal plutonio 239 (il plutonio non è
mai naturale).
Se la fonte è il plutonio 239 anziché carbonio 14, i
danni biologici sono 600.000 volte più vasti con quantità di
irradiazione uguale!
Tutto questo relativizza il valore e l’interesse di
una informazione ufficiale data in Bq (sulla contaminazione del latte,
per esempio).
*Per inalazione rapida, e per un adulto. E’ invece da
2 a 5 volte superiore per un bambino di 3 mesi!
L'uranio impoverito: cos’è ?
Ci sono 2 tipi di uranio impoverito:
1) Quello proveniente dall'arricchimento dell'uranio
naturale, destinato all’uso nelle centrali nucleari, e che consiste nel
passare dal minerale contenente essenzialmente uranio 238 con solo 0,7 %
di 235 (l'elemento fissile), al 3,5 % di "235" (condizione
indispensabile per il funzionamento del processo di fissione nelle
centrali). Il corollario è dunque la produzione di uno scarto: l'uranio
detto "impoverito", contenente non più dello 0,2 % di "235".
La proporzione è di 0,75 tonnellate di uranio
arricchito prodotto, per 4,25 tonnellate di uranio impoverito restante.
Bisogna aggiungervi i suoi elementi radioattivi di degradazione,
ricostituiti naturalmente dopo il trattamento, quali il thorium 234, il
protactinium 234 e l'uranio 234.
2) L’uranio impoverito detto di seconda generazione,
proveniente dal ritrattamento per arricchimento/impoverimento del
combustibile usato nei reattori civili e militari.
Questo prodotto di seconda generazione si
caratterizza per la presenza di un altro isotopo dell'uranio, il "236",
e il suo bagaglio di contaminanti radioattivi (sottoprodotti della sua
degradazione), che fanno di questo uranio di seconda generazione un
prodotto 20 volte più tossico del primo.
Ora, le analisi hanno mostrato che questo isotopo è
stato ritrovato nei territori contaminati dall’uso di queste armi.
Bisogna distinguere:
- La tossicità radioattiva dell'uranio impoverito.
E’ legata alla sua qualità di prima o di seconda
generazione (più tossica per la seconda generazione), e alla sua
presentazione in blocco compatto o in polvere bruciata, (tossicità
dovuta alla moltiplicazione della superficie di contatto e alla facoltà
di essere inalata e ingerita).
L'attività del cilindro nudo di uranio impoverito, di
cui le armi sono equipaggiate, è molto ridotta, resa nulla
dall’auto-blindaggio del metallo e dai materiali (esplosivi ed involucro
metallico) che lo avvolgono. Tutto questo vige PRIMA dell’utilizzo
dell’arma, ma non DOPO l’esplosione per cui una grande parte di uranio
impoverito viene sparpagliato sotto forma di particelle metalliche,
aventi la stessa possibilità di infiammarsi spontaneamente all’aria
(potere piroforico dell'uranio). E’ così che l’inalazione delle polveri
di un solo obice corrisponde ad un quantitativo fino a 3000 volte
superiore al limite annuale ammesso (stabilire una dose ammissibile è
già contestabile in sé….)
- La tossicità chimica dell'uranio impoverito.
E’ legata alla sua natura di metallo pesante e, una
volta utilizzato, alla sua presentazione in polvere bruciata.
Ora, le ricerche di contaminazione delle popolazioni
riguardanti l’uranio impoverito, principalmente nei Balcani, ha condotto
all'individuazione del 100% di risultati positivi.
La sindrome della guerra del Golfo
E’ probabile che le varie disfunzioni (e i decessi)
constatati nelle truppe partecipanti agli ultimi conflitti armati (così
come nelle popolazioni locali), siano legate all’utilizzo dell’uranio
impoverito (non va dimenticata nemmeno la quantità di medicinali e di
vaccini, perfino sperimentali, utilizzati su queste persone).
LE VERE RAGIONI DELLA SOSTITUZIONE DEL TUNGSTENO CON
L'URANIO IMPOVERITO?
Abbiamo visto che le ragioni apportate, alta densità
e lunga durata, non resistono alla comparazione con il tungsteno. Le
ragioni sono dunque da cercare altrove.
- La prima ipotesi è il basso costo, dovuto al fatto
che si tratta comunque di uno scarto. Sarebbe un modo di riciclare una
parte di scorie nucleari?
- Il potere dell’uranio impoverito di infiammarsi
spontaneamente all’aria, tanto catastrofico sia per l’ambiente che per
le popolazioni, aumenta l’effetto devastante delle armi. Può essere,
questo, un argomento per il suo utilizzo, sebbene inconfessabile?
- Infine, abituare/preparare insidiosamente
l'opinione pubblica all’utilizzo di armi nucleari tattiche
miniaturizzate, non sarebbe la ciliegia sulla torta nucleare?
Quali che siano le ragioni, questa dispersione
dell’uranio impoverito è inammissibile e deve essere interdetta al più
presto dalle convenzioni internazionali.
Infine, è ridicolo constatare che questa
disseminazione si sia fatta ultimamente in occasione di una pretesa
caccia alle armi di distruzione di massa o al terrorismo.
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