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Al-Qaeda: la più grande alleata del governo americano?
Ragionare per non farsi gestire
Anno di pubblicazione: 2004 - © di Rizvan Anwar, UK.
Traduzione di www.comedonchisciotte.net
Da www.wwviews.com
Devo subito dire che io non sono un teorico della cospirazione. Non
credo che la Russia sia coinvolta nell'assassinio di JFK, o che
nell'Area 51 vi siano alieni. Sono una persona razionale che pensa
logicamente. Così fatemi pensare in modo logico ai recenti avvenimenti.
Il 20 novembre 2003 a Londra era prevista una grande
manifestazione contro la visita di Bush. Nei media si leggeva che si
sarebbe trattato della più imponente manifestazione mai vista contro un
capo di stato. E invece Bush era tranquillo. Sorrideva quando gli
domandavano della manifestazione.
Rispondeva che non gliene importava proprio niente. E
io non riuscivo a capire perché. A quest'uomo veniva detto che era
l'essere più odiato al mondo e lui non se ne preoccupava. Quasi che lui
"sapesse" qualcosa che gli altri non conoscevano.
Le notizie sullo scandalo sessuale di Michael
Jacksons venivano sulla copertina dei giornali dopo le previste proteste
a Londra, che avrebbero contemplato anche l'abbattimento di una statua
di Bush, alla stregua di quello che era accaduto a quella di Saddam a
Baghdad. E io pensavo che niente avrebbe potuto distogliere l'attenzione
dei media mondiali dalle proteste dei londinesi. La calma di Bush mi
innervosiva. Essa non era per niente logica. Il 20 novembre mi svegliai
aspettandomi di trovare le notizie delle proteste. Ma non fu così.
Qualcuno aveva colpito il consolato britannico e la banca HSBC di
Istanbul. Alle 09:10 il primo attentato alla HSBC, e 2 minuti dopo il
secondo. Alle 09:18, agenzie di news affermavano che 'Al-Qaeda ha
colpito il consolato britannico'.
Non riuscivo a capire. Guardavo la Tv per capire come
era possibile che in soli 6 minuti si sapesse già che era stata al
Qaeda. Cercai e ricercai ma tutto quello che venni a scoprire è che gli
attentati portavano il "marchio di al Qaeda". E mi domando ancora cosa
sia il "marchio" di al Qaeda.
Dissi per scherzo ad un amico che presto sarebbe
arrivata una e-mail di rivendicazione dell'attentato da parte di al
Qaeda a qualche giornale arabo.
La sera, un giornale turco aveva ricevuto l'e-mail.
Fino a questo momento al Qaeda non si è assunta alcuna responsabilità
per l'11 settembre. La registrazione falsata dalla CIA di un falso Bin
Laden, borbottante qualcosa sull'11 settembre, non è più stata mostrata
in TV, perché fu accolta con profondo scetticismo da tutti quelli che
l'avevano vista. L'attentato di Bali, il primo WTC, l'attentato
all'hotel di Karachi, quello di Kandahar, l'11 settembre...niente. Al
Qaeda non li ha rivendicati.
Non hanno mai ammesso di averli fatti. E non hanno
mai rivendicato attentati finché...finché gli Stati Uniti hanno
bombardato l’Afganistan e "distrutto le capacità di comunicazione di al
Qaeda". Mai hanno rivendicato qualcosa, fino ad ora e proprio ora che la
sua rete è stata smantellata, le sue cellule tenute sotto stretta
sorveglianza e le comunicazioni tra Bin Laden e i suoi seguaci avvengono
tramite ragazzi in sella ad asini. Quando Khalid Sheikh fu arrestato,
egli disse che al Qaeda non usava e-mail o telefoni per le loro
comunicazioni, in quanto strettamente sorvegliati dalla CIA.
E invece ora via libera alle e-mail. Questo non è
logico.
Mentre la folla si preparava alle proteste, Bush e
Blair pronunciarono un discorso al mondo, riaffermando che si stava
combattendo una guerra al terrorismo e citavano gli attentati di
Istanbul come un esempio del genere di terrore che combattevano.
Bush è sembrato recitare a memoria, dopo giorni di
esercizio: condannava gli attacchi e affermava che l'invasione dell'Iraq
era una tappa della lotta al terrorismo. Non ho mai saputo che Saddam
facesse parte di al Qaeda, almeno fino ad ora. E credo anche che nemmeno
Saddam sapesse di farne parte.
Tutti i mass media non hanno fatto altro che mostrare
facce insanguinate e la carneficina a Istanbul. C'era solo qualche
segnalazione dei 150.000 che avevano protestato a Londra, abbattendo
l’effigie di Bush. Nient'altro.
Riguardai l'intervista a Bush. Sereno e sorridente,
era perfetto. Se c'è mai stato un momento nel quale Gran Bretagna e USA
avevano bisogno di un attentato contro interessi inglesi, quello era le
9,10 del 20 novembre. E allora si prospettano due eventualità: o al
Qaeda non sa quello che fa, o non si tratta di al Qaeda. Al Qaeda ha
interesse che il mondo si renda conto del male che Bush e Blair stanno
facendo. E le proteste potevano servire a questo scopo. Che necessità
c'era di bombardare Istanbul? Le sole persone che potevano beneficiarne
erano proprio Bush e Blair. Avrebbero trasferito l'attenzione dalle
proteste ai "terroristi". Ma insomma cosa c'è di meglio di avere dei
"terroristi" che lavorano per me?
Quelli, per intendersi, che fanno saltare in aria la
sede dell’Onu a Baghdad, il giorno dopo che l'ONU chiede il ritiro delle
forze americane. Quelli che fanno saltare un night-club a Bali, nella
settimana che 250.000 australiani scendono nelle strade per protestare
contro la guerra all'Iraq. Quelli che hanno fatto l'attentato a Riyad
nel quartiere pieno di arabi, mentre i cittadini dell'Arabia Saudita
sempre in maggior numero condannano l'invasione e l'occupazione
dell'Iraq.
Dall'11 settembre, Al Qaeda ha fatto tutto quello che
il governo americano avrebbe chiesto alla sua CIA. Essi hanno ucciso
musulmani. Hanno ucciso i loro sostenitori europei. Hanno fatto
attentati in tempi e modi tali da massimizzare le critiche e ridurre al
minimo la possibilità di ottenere un qualche supporto alle loro azioni.
La logica mi dice che non può essere Al Qaeda.
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