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Società e Natale
Un rapporto in continua evoluzione
Anno di pubblicazione: 2003 - © Di Giangiacomo Morozzo
Il Natale è una festa tradizionale, presente già da parecchi anni nella nostra società come festa religiosa. Lo stesso concetto di festa si è evoluto con il passare degli anni, e con esso anche la società che ne è caratterizzata, le persone, il modo di pensare e di vivere.
In questa evoluzione, il Natale sembra quasi distaccarsi dall’originaria accezione religiosa della festa e abbracciare altri concetti, come per esempio quello economico.
Non è una novità dire che il Natale è ormai un business; quando ci avviciniamo al periodo natalizio, ormai, si nota sempre più spesso che il clima e la festa in sè per sé fanno parte di un "marchio" che le varie aziende e industrie usano per sponsorizzare i propri prodotti. Ad una domanda del tipo "Vi piacerebbe che vi fosse detto cosa comprare?" tutti, penso, risponderebbero di no; ma stranamente, quando questa domanda diviene realtà, sembra che alla gente faccia quasi comodo essere indirizzata alla compera di determinati prodotti piuttosto che di altri.
Cosa dire a queste persone? Nulla, non si possono accusare. Ma quanti di noi festeggiano il Natale come festa religiosa, legata al Cristianesimo e alla nascita di Gesù? Pochi, credo; siamo stati tutti coinvolti nel credere che il Natale sia un periodo dell’anno nel quale tutto dev'essere addobbato a dovere per via della tradizione.
Cosa rispondereste se vi chiedessero PERCHE' state facendo tutto ciò?
Forse direste: "Perché è Natale" oppure "perchè lo faccio sempre, tutti gli anni".
Ma chi risponderebbe "Perché è la nascita di nostro Signore, un momento pieno di gioia..."?
Può sembrare immorale dare una risposta del genere all'interno della nostra società: siamo sempre più pragmatici e legati al "materiale"; senza rendercene conto ci precludiamo l'accesso alla filosofia della Vita, una scienza che negli anni l’uomo ha portato avanti con molti successi, ma della quale sembra aver dimenticato l’importanza.
Il Natale nasconde anche aspetti positivi, come riunirsi a cena o a pranzo e passare un giorno insieme, oppure lo stesso clima caloroso, che comunque è ancora presente.
Riconosco che, nelle società passate, al periodo natalizio poteva essere data maggiore importanza, poiché era una delle poche feste che risparmiavano dal lavoro quasi tutti (società rurali), ed è giusto anche dire che nel Medioevo la mancanza di una scienza concreta portava alla superstizione, di qui il termine Sacro della "festa"; ma allora, se veramente la società si evolve in questa maniera, cioè rimanendo legata solo a tutto ciò che è quantificabile (economia, scienza...), allora perderemo forse anche i valori religiosi (ammesso che questo non sia già accaduto)?
La scienza odierna, l’economia e tutte le altre discipline scientifiche e parascientifiche non sono in grado di rispondere ai grandi interrogativi dell’uomo e non lo saranno mai. Esse sono legate al senso materiale delle cose, mentre l’uomo è anche astrattezza e semplicità... concetti, questi, che non sembrano andare più di "moda".
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