NAVIGAZIONE
   UTILITA' E RICERCA

Gli Amici di DentroLaNotizia
 
ILTURISMO.EU

Oggi è il





 

   SONDAGGIO

L'aggettivo più giusto per il concetto di cultura
secondo te è:
Conformità
Autonomia
Conoscenza
Consapevolezza
Armonia
Diversità
Tedio
Globalità
Continuità


Risultati del sondaggio

Animali selvatici? Cosa di nessuno

Il più grave attacco alla natura, alla fauna selvatica e alla biodiversità della storia...

Anno di pubblicazione: 2003 - © Fonte: newsletter LAC
Da promiseland.it

Il più grave attacco alla natura, alla fauna selvatica e alla biodiversità della storia della nostra Repubblica
Le nove proposte di modifica alla Legge 157/92 (Tutela degli animali selvatici e disciplina della caccia) presentate il 4 Dicembre 2002 alla Commissione Agricoltura della camera e in discussione dalla metà di gennaio, raffigurano uno scenario gravissimo che può essere considerato, senza timore di esagerare, come il più grave attacco alla natura, alla fauna selvatica e che, pur nella già drammatica situazione dell'ambiente italiano, non riuscivamo davvero a figurarci. O forse sì, ci riuscivamo.
Che cosa sono, che cosa rappresentano gli animali selvatici? Un patrimonio indisponibile dello Stato? Un bene preziosissimo e indisponibile dell'umanità? Niente affatto, o almeno non più. Presto diventeranno res nullius, cosa di nessuno.
La Legge 157 del '92 aveva solennemente ribadito, già all'Articolo 1, il principio dell'indisponibilità della fauna selvatica: gli animali selvatici sono un patrimonio comune, preziosissimo, tutelato nell'interesse di sé stesso e dell'umanità. Ora questa grande conquista rischia di scomparire nel nulla. Con essa, l'unica legge italiana di tutela generale degli animali selvatici. Scomparire nel nulla così come l'applicazione delle Direttive Europee e delle Convenzioni internazionali.
A seguire, alcune considerazioni generali su quello che potrà significare, per gli animali selvatici, la natura e la società italiani, l'eventuale nuova legge, il suo spirito e la sua "lettera". Infine, un quadro della "nuova" 157 qualora tali proposte dovessero essere approvate.

1) La nuova legge ripristinerebbe lo stato di "nullità" per gran parte e in un certo senso la totalità degli animali selvatici. Finalmente considerati un patrimonio indisponibile dello Stato e dell'Umanità, gli uccelli migratori tornerebbero ad essere res nullius (cosa di nessuno), una condizione giuridica e pratica del tutto incompatibile con qualsivoglia idea di tutela della natura. Come e perché si dovrebbe proteggere qualcosa che è di nessuno, che è nulla? Secondo la nuova 157, proteggere gli uccelli migratori non avrebbe più alcun senso, alcuna ragione di essere.
2) L'insieme delle modifiche proposte per la 157 trasformerebbe palesemente la legge in modo che essa non costituisca più una norma "per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio", come recita oggi il suo stesso titolo, ma solo una norma "per il prelievo venatorio". In pratica, l'Italia non avrebbe più alcuna legge specifica per la tutela degli animali selvatici! Le specie protette perderebbero di significato, la stagione venatoria verrebbe anticipata e prolungata (ai periodi di migrazione e riproduzione), il territorio nazionale (compresi parchi e riserve naturali, rotte migratorie, siti di grande importanza) sarebbe completamente ridisegnato in funzione della caccia, piegato agli interessi venatori. Tutto ciò, nonostante l'eccezionale importanza geografica dell'Italia, vero ponte per i migratori che si spostano dall'Europa all'Africa e viceversa.
3) Per queste stesse ragioni, l'Italia cancellerebbe il recepimento della Direttiva Uccelli (79/409/CEE) avvenuto nel 1992, appunto, con la Legge 157. La Direttiva Uccelli, ricordiamolo, è finalizzata alla protezione degli uccelli selvatici in Europa. In Italia, la Direttiva Uccelli cesserebbe totalmente di essere operativa.
4) Mentre il "popolo migratore" diventa cosa di nessuno, la fauna stanziale diviene patrimonio dei Comprensori Provinciali di Caccia (!!!). Lo Stato non avrebbe più alcuna potestà sugli animali selvatici. Ogni tipo di progetto, ricerca, azione di conservazione naturalistica sugli animali selvatici si trasformerebbe così in un enorme buco nero, in un'attività schizofrenica e parcellizzata, difficilmente realizzabile, inutile. La scienza e la conservazione della natura perderebbero ogni rilievo sostanziale; gli animali selvatici esisterebbero solo per essere cacciati. È beffardo, peraltro, che la legge continui a parlare di Centri di Soccorso per gli animali selvatici feriti. Come dire: "rimetteteceli a posto in fretta. Il fucile è ancora caldo!". Tutto questo oggi, quando le specie animali si estinguono, gli habitat si riducono e il buon senso vorrebbe una maggiore, più seria e concreta difesa della biodiversità e del patrimonio naturale.
4) Le modifiche alla 157 trasformerebbero questa legge in una palese e clamorosa violazione della Costituzione Italiana in materia ambientale. L'articolo 117 della Costituzione sancisce infatti la potestà esclusiva dello Stato (e non certo dei Comprensori Provinciali!) sull'ambiente e sugli ecosistemi. Gli animali selvatici sono il cuore degli ecosistemi. Questa legge infrangerebbe la Costituzione, senza pudore, senza finzioni, senza freni.
5) Tutti i reati penali legati alla caccia (ad esempio sparare ad un orso) verrebbero trasformati in mere infrazioni amministrative, punibili con semplice multa. In questo modo si aprirebbe la strada alla totale indisciplina legalizzata. Questa è la proposta dell'Onorevole Rizzo. L'Onorevole Rizzo chiede la depenalizzazione di tutti i reati previsti all'Articolo 30 della 157/92: cattura, detenzione, abbattimento di uccelli super-protetti come aquile, falchi, cicogne, fenicotteri; cattura, detenzione, abbattimento di orsi, stambecchi, camosci, mufloni; caccia nei giardini urbani e nei campi sportivi; utilizzo di richiami vivi, uccelli accecati o mutilati; caccia da autoveicoli... Fare i bracconieri, insomma, non sarà più reato penale. In un colpo solo, il bracconaggio in Italia sarebbe in quanto tale cancellato! Cacciatori e bracconieri diventerebbero sostanzialmente la stessa cosa, salvo una multa. E sì che solo pochi giorni fa l'Onorevole Luigino Vascon aveva protestato: "Cacciatori e bracconieri sono due cose diverse!". In cosa, Onorevole, in cosa?
6) Così, anche sparare da una macchina in movimento, se si volesse provare questa emozione pagando una semplice ammenda (giusto nel caso si venga scoperti), diventerà un'attività praticamente ordinaria, una semplice scappatella amministrativa. Sparare in zone vietate altrettanto. Sparare tutto l'anno, da Gennaio a Dicembre idem. Risultato: chi potrà sentirsi sicuro di andare in giro, in campagna, in un bosco, in montagna, in un giardino urbano, senza il timore di essere impallinato? Aspetto davvero inquietante, quest'ultimo: una liberalizzazione del trasporto e dell'uso di armi da fuoco, in un paese che già conta decine di vittime all'anno causate dalla caccia.
7) Nel 1865 la fauna selvatica era considerata res nullius, e tuttavia nei terreni privati non si poteva cacciare. Nel 2002 la fauna selvatica tornerà ad essere res nullius, ma nei terreni privati si potrà cacciare, eccome! Infatti, raggirando una sentenza della Corte europea dei Diritti dell'uomo, la nuova legge continuerà a permetterlo. 2002 meno 1865 è uguale a 137. La nuova legge assomiglia terribilmente ad una profonda "involution", un salto indietro, come minimo, di 137 anni. Inoltre, nel 1865 l'Italia andava verso l'unità. Oggi sarà divisa per "Comprensori Provinciali". Domani lo sarà per scale condominiali. = Dopodomani per molecole.
8) Uno stato si regge sulle proprie leggi, sulla cultura che queste sanno creare e da cui sono create, migliorate, perfezionate. Di quale cultura è portatrice la nuova legge? Quale messaggio, quale etica, quale insegnamento dovrebbe suggerire ai cittadini, alle donne, agli uomini, ai bambini? Per fare un esempio, la nuova legge permetterebbe di esporre, nelle sagre di paese, animali selvatici vivi o morti, protetti o non protetti, interi o fatti a pezzi. Permetterà di catturarli, detenerli, venderli come accadeva nei decenni, nei secoli passati. Ora, quale civiltà sarebbe riscontrabile in questo? Come dovremmo interpretare ciò? Questa legge ci regala un paese profondamente peggiore, culturalmente offeso, materialmente ferito o ucciso.
9) La fine di ogni tutela degli animali selvatici, la diffusione dovunque di armi e piombo, l'attacco ai parchi e alle aree protette, il rischio di "s-valorizzazione" del patrimonio naturalistico, paesaggistico, ambientale, storico-culturale italiano, il tradimento della missione ambientale europea, delle Convenzioni internazionali, delle regole universali della natura: questo ed altro ancora succede oggi nel nostro paese. Questa legge sarà il colpo di grazia per l'ambiente italiano, ennesima e gravissima tappa di un drammatico percorso distruttivo. Dopo di ciò, ci resterà solo decretare ufficialmente lo Stato di crisi della natura e dell'ambiente italiani. Ma cosa ne pensano i ministeri competenti? Cosa significa, oggi, la bizzarra espressione "Ministero dell'Ambiente"?
10) E in futuro? Quale sarà il passo successivo, la prossima trovata legislativa di aggressione alla natura? Insomma, cos'altro dobbiamo attenderci?

Come detto, le proposte di modifica della Legge 157 sono nove, abbastanza coerenti tra loro e con punte di straordinaria gravità. Tra i nomi degli artefici e dei firmatari segnaliamo gli onorevoli Onnis, Rizzo, Stefani, Serena, Massidda, Bono, Benedetti Valentini, Gibelli, Vascon, Ascierto, Vito, La Russa, Mussolini, Buontempo. È realistico pensare che il provvedimento finale sarà un mix generale, ricco del "meglio" di ciascun DDL.
Le proposte saranno discusse in Commissione Agricoltura della Camera nel mese di Gennaio prossimo. Chiediamo da subito a tutti i parlamentari che credono nel valore della civiltà, del rispetto e dell'educazione di opporsi senza riserve a questa aberrazione. Ma l'opposizione a questi provvedimenti dovrà essere totale, di tutta la società. A questi provvedimenti, inaccettabili nello loro stesso significato generale, non è possibile apportare alcun emendamento, alcun miglioramento. Vanno ritirati tutti e immediatamente.
A tal fine, è opportuno che sin da subito le associazioni, la società civile, i semplici cittadini, il mondo della scienza e della cultura, gli amministratori seri e responsabili si mobilitino fortemente. È inoltre necessario abbinare alle opportune azioni giuridiche, scientifiche, politiche una grande campagna culturale e comunicativa che informi tutti del pericolo, grave e non retorico, cui stiamo andando incontro.
È vero, il nostro Paese e il mondo intero sono pieni di allarmi ed emergenze. Dire "Attentato!" ormai non fa più notizia. Ma l'attentato c'è, eccome! Cosa succederebbe se in Italia reintroducessimo per legge la schiavitù? In un certo senso, la schiavitù sta ai diritti umani come queste proposte stanno alla tutela della natura. Siamo cioè alla base dei problemi, alla radice, alla crisi delle fondamenta.
In attesa di un'auspicabile convergenza delle varie iniziative, facciamo in modo tutti insieme che la notizia cominci a circolare, che tutti ne siano informati.
Parafrasando l'Onorevole Stefani, i giganteschi problemi della natura gridano giustizia. Impediamo democraticamente che sia lui, e chi la pensa come lui, a porvi rimedio.

La nuova 157

ARTICOLO 1
- La fauna selvatica non sarà più patrimonio indisponibile dello Stato.
- La fauna migratrice diventerà res nullius, cosa di nessuno.
- La fauna stanziale diventerà patimonio indisponibile dei Comprensori Provinciali di Caccia, nuove entità di cui oltre.
- Le rotte di migrazione saranno solo individuate e non "istituite" dall'INFS. Lungo tali rotte non è obbligatoria la costituzione di alcun compensorio di protezione e possono essere destinate ad attività venatorie.
ARTICOLO 2
- Tra le specie cacciabili sono inserite anche il torcicollo, la volpoca e il fistione turco.
ARTICOLO 4
- Vengono annullati i divieti (mediante semplice autorizzazione della Regione, senza parere dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica) di uccellagione, cattura di uccelli e mammiferi selvatici, prelievo di uova, nidi o piccoli nati.
- Viene prevista la cattura a fini di cessione e amatoriali di fringuello, peppola e altre specie.
ARTICOLO 5
- Viene modificato il regime degli appostamenti fissi, ampliandone le possibilità.
- Viene eliminato l'obbligo di presentare un richiamo morto per sostituirlo con un richiamo vivo.
ARTICOLO 9
- Si isituiscono i Comprensori Provinciali di Caccia, in sostituzione degli ATC.
- Si istituisce un organo tecnico di tali comprensori, composto da 1 rappresentante per ognuna delle associazioni venatorie presenti sul territorio, due rappresentanti agricoli, un solo rappresentante per la totalità delle associazioni ambientaliste. Per fare una proiezione realistica, il comitato sarà composto da 2 agricoltori, 8 cacciatori e un ambientalista. Quando si dice la democrazia!
ARTICOLO 10
- Si ridisegna l'intero territorio in funzione della caccia. Il calcolo del territorio protetto viene effettuato su base provinciale e non più nazionale e non potrà superare il 25% del totale.
- In tale territorio vanno compresi i territori demaniali agricoli e forestali (nazionali e regionali), quelli appartenenti comunque a enti pubblici e comunità montane, parchi e riserve naturali, fondi chiusi, rifugi faunistici, ogni altra area preclusa per qualsivoglia ragione alla caccia (città, aeroportri, strade, vie di comunicazione varie, stazioni, centri urbani vari, zone militari ecc.).
- I parchi e le riserve naturali vengono aperti alla caccia.
ARTICOLO 12
- Vengono modificate alcune caratteristiche dell'esercizio venatorio.
ARTICOLO 14
- Le Regioni, sentite le organizzazioni agricole più rappresentative e le province, ridisegnano il territorio ai fini venatori.
- Si modifica totalmente il regime della residenzialità venatoria. I cacciatori vanno dove credono.
ARTICOLO 18
- Vengono modificati gli orari e i giorni di caccia, nonché le liste delle specie cacciabili.
- La caccia va dalla seconda domenica di agosto al 28 febbraio.
- L'elenco delle specie cacciabili si allunga a dismisura.
- Inoltre, le Regioni possono ulteriormente modificare i termini di apertura e chiusura caccia. In sostanza, la caccia sarà aperta sempre, tutto l'anno.
ARTICOLO 19bis
È stato appena introdotto, dando poteri di deroga alle Regioni. La nuova legge rende "risibile" il presente articolo, quasi una "goccia" nel mare.
ARTICOLO 21
- È abolito interamente il divieto di caccia nelle foreste demaniali.
- È abolito il divieto di sparare da aeromobili, automobili, veicoli a motore vari o natanti, purché non siano in movimento. Se si spara da un veicolo in movimento è prevista una semplice ammenda (vedi oltre).
- È lecito condurre ed esporre, in sagre varie, animali selvatici (cacciabili) vivi o morti o parti di essi. Se non sono cacciabili, multa.
- È lecito detenere, condurre, esporre, vendere animali selvatici (cacciabili) vivi o morti o parti di essi. Se non sono cacciabili, multa.
- Il divieto di caccia nelle zone di rotta migratoria vale (quando vale) solo nel caso di rotte indicate dall'INFS come "principali". Il divieto rispetto ai valichi migratori montani è ridotto a 500 metri.
ARTICOLO 22
- Le prove d'esame per l'abilitazione venatoria sono ridotte da cinque a una, onnicomprensiva di tutte le materie. Si annulla il comma 5 che specificava la necessità di essere promossi per diventare cacciatori. Fai l'esame, ma se sei bocciato, sei ugualmente promosso.
ARTICOLO 23
- Si dimezzano le tasse per l'esercizio della caccia.
ARTICOLO 24
- Si estende l'accesso ai finanziamenti per le associazioni venatorie anche a quelle di carattere "regionale".
ARTICOLO 25
Breve commento a questo articolo. Grazie alle modifiche proposte, le vittime di caccia spariscono. Il "Fondo per le vittime di caccia" diventa semplicemente "Fondo di garanzia". Una semplice modifica linguistica, ma molto significativa.
ARTICOLO 27
Cosa potranno fare da ora in poi le guardie venatorie ambientaliste? Ce lo dicono le proposte di modifica a questo articolo. Potranno fare pochissimo. Peraltro, tutti i reati diventeranno amministrativi, prevedendo semplici ammende (vedi articolo successivo).
ARTICOLO 30
Tutti i reati "venatori" (abbatimento o cattura di orsi, falchi, aquile, cicogne, stambecchi; uccellagione; infrazione del silenzio venatorio; esercizio di caccia nei parchi, nei giardini urbani, in campi sportivi; commercio o detenzione di fauna protetta; caccia da veicoli in movimento, ecc.) vengono trasformati in infrazioni amministrative. Abbattere 10 aquile sarà come parcheggiare in doppia fila per un caffé. Il concetto stesso di protezione della natura, di tutela degli animali selvatici e della biodiversità, a questo punto, non esisterebbe più.

Articolo di Danilo Selvaggi

Tratto da LIPU, Lega Italiana Protezione Uccelli

INVIA QUESTA NOTIZIA AD UN AMICO

 

 

 

 

Archivio generale Mondo cane! Oltre l'apparenza Benessere
Attualità Viaggi e turismo Arti e cultura A tavola

   METEO
   SONDAGGIO

Quale argomento ti piace di più
in Dentro la Notizia?
Oltre l'apparenza
Mondo Cane!
Benessere


Risultati del sondaggio
   TRA ARTE E SILENZIO




Informativa legale - Condizioni di utilizzo
Copyright by Italiana Turismo in collaborazione con Chiaraluna Associazione Culturale
Tutti i diritti sono riservati se non diversamente indicato negli articoli
Visione ottimale 1024 x 768