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11 settembre, il Pentagono e il Boeing 757 che non c'è...

Scene di normalissima amministrazione

Anno di pubblicazione: 2002 - © di Tom Bosco
Prelevato da Nexus Italia

Nella carneficina che si sta consumando in Medio Oriente, il tributo di sangue pagato da giornalisti e fotografi che cercano di documentare quanto sta succedendo laggiù diventa di giorno in giorno più alto. L’altro ieri il fotografo freelance italiano Raffaele Ciriello, 42 anni, è stato crivellato da sei colpi sparati da un carro armato israeliano mentre si trovava a Ramallah; il giorno prima, Ciriello aveva raccontato dell’assalto subito dai giornalisti, fotografi e cameramen, fatti oggetto di colpi d’arma da fuoco sparati contro il loro albergo da truppe israeliane, mentre stavano riprendendo l’assalto di queste ultime ad un campo profughi. Non pochi pensano (ma non molti lo dicono) che Ciriello non sia morto accidentalmente, colpito nel “mucchio”, ma sia stato deliberatamente trucidato per eliminare testimonianze “scomode”.

D’altronde, questa agghiacciante sequenza fotografica è stata diffusa da un’agenzia di stampa francese (proprio un fotografo francese è rimasto ferito lo stesso giorno e nella stessa località che ha visto la morte del nostro Ciriello), col disappunto delle autorità israeliane: vi si vede l’arresto di un attivista palestinese, Muhammad Salah, il quale viene pestato, spogliato e barbaramente ucciso. In quest’altra foto, invece, si vedono dei soldati israeliani mettersi in posa davanti ad una macchina fotografica col loro “trofeo”, il cadavere di un palestinese. Si è sentito parlare anche di prigionieri palestinesi cui veniva tatuato un numero di riconoscimento sul braccio (fatto confermato anche da fonti della Croce Rossa Internazionale), anche se le autorità israeliane hanno smentito il fatto, dichiarando che venivano semplicemente usate delle penne speciali. Certo è che tutto questo ricorda tristemente il trattamento subito dagli internati ebrei nei campi di concentramento nazisti...

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno rilanciato l’opzione nucleare contro i cosiddetti “stati canaglia”, non escludendo affatto la possibilità di “azioni preventive”.

Ma prima di passare al “piatto forte”, insisto ancora una volta sulla necessità di fare chiarezza sull’argomento delle scie chimiche, ultimamente piuttosto attive negli Stati Uniti. A Bakersfield, California, tanto per fare un esempio tra molti altri, hanno ridotto il cielo come potete vedere in questa foto (le altre potete vederle presso rense.com, tanto da sollevare un ovvio interrogativo: ma quanti aerei hanno a disposizione?

Un ottimo articolo collega questa attività con la siccità che al momento colpisce numerose parti del pianeta (tra cui l’Italia). I sali di bario diffusi da questi velivoli sono un essiccante e assorbono l’umidità presente nell’atmosfera. Il bario e probabilmente altri composti chimici potrebbero venire utilizzati in associazione al Progetto HAARP, fondamentalmente per controllare il clima. Le grosse X tracciate dalle aerocisterne sono facilmente visibili dai satelliti, e vengono coordinate coi fasci incrociati di riscaldatori atmosferici (HAARP) per riscaldare l’alta atmosfera, mutandone temperatura e densità e influenzando i sistemi temporaleschi. Insomma, dato che occasionalmente (si fa per dire...) il fenomeno si manifesta anche nei cieli del nostro paese, forse sarebbe l’ora di una bella interrogazione parlamentare...

Ed eccoci ad una storia che, se si dimostrasse fondata, avrebbe delle conseguenze dirompenti. Mi riferisco all’ipotesi che a colpire il Pentagono, l’11 settembre 2001, non fu affatto il Volo 77 dell’American Airlines; la notizia è già stata rilanciata da Umberto Rapetto del Messaggero, che si riferiva a fonti francesi (ReseauVoltaire.net); in sostanza, gli argomenti riportati dal giornale sono i seguenti: può un aereo da 100 tonnellate ad un minimo di 400 kmh danneggiare soltanto la facciata dell'edificio colpendo solo il pianterreno? Perché le ali non avrebbero provocato alcun danno nella collisione? Perché i bulldozer hanno dislocato sabbia a coprire il prato che – almeno in foto – non risulta danneggiato dall'aereo? Perché nelle fotografie non si vedono detriti e rottami del Boeing e la scatola nera è stata trovata solo alle 4 di mattina del 14? 

Domande più che legittime: in effetti, tutte le foto scattate in loco, anche nei minuti immediatamente successivi al tragico evento, tutto mostrano tranne ciò che si dovrebbe davvero vedere: qualche detrito o pezzo di lamiera, o timone, o alettone, o un carrello, insomma, qualche pezzo del Boeing 757, che non è certo un giocattolino...

Ma l’elemento che sta scatenando le indagini dei ricercatori indipendenti è il filmato dell’impatto, ripreso dalle telecamere di sorveglianza del Pentagono, e proposto dalla rete televisiva NBC. Si può notare, nel fotogramma immediatamente precedente l’esplosione, un oggetto rasoterra che non assomiglia affatto ad un Boeing 757, bensì a un cacciabombardiere F-16! L’oggetto lascia una scia biancastra dietro di sé: danneggiamento, o polvere sollevata dal volo a bassissima quota?

Oltretutto, dato che il transponder del Volo 77 era spento, com’è possibile stabilire con certezza che si trattava del Boeing?

C’è addirittura chi presume si trattasse di un velivolo telecomandato, chiamato DRAGONFIRE, e indirizzato con precisione sul punto del Pentagono da colpire (e l’area, con i relativi documenti, da distruggere...). Insomma, è una faccenda talmente complessa da meritare un approfondimento, che vi presenterò la prossima settimana...

1. http://www.rense.com/general21/nu.htm 
2. http://www.rense.com/general21/strike.htm 
3. Altre segnalazioni e relative foto da varie località presso:
http://www.rense.com/general20/moredd.htm ,
http://www.rense.com/general20/morec.htm,
http://www.rense.com/general20/virg.htm 
http://www.rense.com/general20/hev.htm,
http://www.rense.com/general20/cmms.htm  
http://www.rense.com/general21/bl.htm.
4. Marjorie Tietjen, daystar1952@yahoo.com 
Direttore di Lyme Disease Concerns,
Common Cause Medical Research Foundation,
http://www.rense.com/general21/dr.htm.





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