In ginocchio fino a diciott'anni
Qualche riflessione (da non prendere
assolutamente in considerazione) sulla riforma della scuola
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
di Francesco Pandolfi Balbi
Il nuovo
rivoluzionario progetto di legge prevede un prolungamento di
4-5 anni della scuola dell'obbligo. Un passo avanti? A me sembra,
piuttosto, un'ulteriore pietra
miliare sulla via del pieno controllo delle
masse.
La nostra esistenza è disseminata di più obblighi di quanti
pensiamo, la maggior parte dei quali, a pensarci bene, non
sembrano nati tanto per utilità sociale, quanto per sostenere
l'eterno giochetto del turare il nostro sistema-colabrodo qua
e là. Se poi ogni tanto qualche furbino ci guadagna qualcosa
alle spalle dei molti ignari... chi se ne frega? Il guaio
comincia quando l'eccezione diventa vizio e il vizio si
trasforma in regola di vita. Allora son dolori, conviene che i
molti ignari comincino a curare di più i propri interessi.
Ma dove voglio arrivare? Sempre lì: non ascoltate quello che
le persone dicono, osservate quello che fanno e traetene le
dovute impressioni. Perché dico "impressioni" e non
"conclusioni"? Perché una persona equilibrata non "conclude"
mai un ragionamento, piuttosto lo arricchisce continuamente
raccogliendo fotogrammi di realtà: impressioni, appunto. Non
esiste una fine, solo un eterno divenire.
So di essere abbastanza criptico, oggi, quindi vi farò una
lezioncina di storia della quale non fregherà niente a
nessuno: l'esperienza veramente dura della mia vita, il lavoro più
massacrante che ricordi (e di mestieri ne ho fatti tanti), è stato quello dello studente. Non
ero una schiappa, non ero nemmeno un mostro di bravura; il mio motto era:
massimo rendimento col minor sforzo possibile. Così mi ritrovavo sul
letto con un libro di elettrotecnica (che adoravo) da una
parte, un Topolino dall'altra e il megavolume di storia
relegato sul pavimento.
Storia... era il mio cruccio: nomi e date senza senso esposti
in un modo oltraggioso per l'umana intelligenza. Il mio studio
consisteva nel leggere i titoli dei paragrafi. E geografia?
Alle interrogazioni ripetevo sempre la stessa manfrina: "vengono
prodotti cereali, ortaggi,
ci sono le industrie siderurgiche..." Funzionava: anche se non mi elevava
certo nella cerchia elitaria della classe, il 6= lo strappavo
quasi sempre.
Che pena! E' questa la massima espressione dell'intelligenza
umana? E' a questo che ci preparano, a scuola? Sono in molti a
dirlo: la scuola è maestra di vita, t'insegna a stare al
mondo. Punto e a capo, altro non ti dà.
L'unico anno nel quale amai i racconti del nostro
passato fu in
quarto liceo, quando l'insegnante di filosofia ci diede
un'infarinata di storiografia. Era eccitante sapere chi erano
e come vivevano la propria semplice vita gli sconosciuti di un
tempo, quelli che la storia la fecero sul serio! Chi se ne frega di quando è morto
Napoleone? Chi se ne frega di chi era il figlio di Carlo V?
Come dire: i nostri politici sono quelli che contano; loro
fanno la storia, ma cosa sarebbero senza di noi?
Ma perché qualcuno non pensa davvero a "raccontarla", a
romanzarla, la storia? Se l'uomo non si diverte, non apprende,
questo lo sanno anche i Fichi d'India. Solo chi si prende
troppo sul serio non lo ricorda più. Peccato che siano proprio
queste persone a tenere in mano il futuro dei nostri figli!
Basterebbe aggiungere quello che hanno tolto: la personalità
dei personaggi - quella personalità che invece in noi bramano
tanto uccidere - ed un pizzico d'innocua fantasia... anche
questa dovrebbe essere insegnata sui banchi di scuola.
Sono uno che scrive, per la gente dovrei conoscere i classici
a menadito.
Invece, a parte qualche rara, adorata eccezione, sono sempre
riuscito ad evitare di leggerli.
Rifiuto a priori? No, molto più semplicemente ho una naturale
antipatia per tutto ciò che tende ad appiattire, ed è
sventuratamente logico (una logica sotterranea, non per questo
inesistente) che alle masse scolastiche venga propinato
proprio l'appiattimento. Amo la diversità, figlia e madre
della Vita. Così mi capitava di divorare letteralmente certe
parti delle antologie che normalmente venivano ignorate dai
prof.
Insomma, la mia natura è sempre stata quella di andare oltre regole e consuetudini.
E dire che non ho mai fatto salina in vita mia!
Però,
per parecchio tempo, ho preso 3 su temi che la penna della
prof nemmeno sfiorava.
Non
le piacevano le mie idee, tutto qui. "Sei troppo individualista" mi
diceva.
Sono come sono, testardo come un somaro, e va bene così,
perché non se ne può più di dover arrivare a quarant'anni per
scoprire che Pitagora non ideò solo un teorema del kaiser, ma
una corrente di pensiero profonda, articolata, entusiasmante!
Sapete cosa disse Pitagora, l'inventore di quella matematica
che ci sciroppano sui banchi di scuola e sulla quale si regge
l'universo finanziario che ci sta strangolando? Disse che in
un cesto di frutta non può esistere una mela perfettamente
uguale all'altra, e che perciò contare è un'illusione,
in quanto esiste solo L'UNITA'.
Non ha niente a che fare con i giornali di sinistra, 'sta
cosa: era un modo semplice ed efficace di farci capire che
ognuno di noi è una creatura minuscola ma anche
insostituibile, unica.
Questo nelle nostre scuole non ce lo insegnano mica...
E DOVREBBE ESSERE LA PRIMA COSA, INVECE!
Rimango sempre stupefatto di fronte a
certe affermazioni: si parla dell'analfabetismo come se fosse
la
scabbia. Credo che la maggior parte delle volte quando si sa
leggere, scrivere e far di conto, molte altre cose non servano
mica tanto. Cosa è rimasto delle nozioni che ci hanno
inculcato, in fondo? Qualche barlume, almeno nel mio caso.
Tutto il resto me lo sono conquistato da solo. E se poi ci
vengono a dire che la scuola dell'obbligo verrà prolungata di
5 anni perché i nostri studenti sono i più somari d'Europa,
visto che dopo otto anni di lezione non sanno fare nemmeno
due al quadrato, 'fanc... la scuola e chi ci costringe a
sprecare il nostro tempo prezioso in una farsa che da ora in
poi durerà la bellezza di 13 anni (avete fatto un pensierino
su quanto aumenteranno gli introiti di talune case editrici di
libri scolastici? Ma forse la cosa non è intenzionale!)
E' vero, la massa va guidata e
pochi ci andrebbero, a scuola, se
non ce ne fosse l'obbligo. A parte il fatto che di questa cosa
non sono assolutamente convinto, mi spiegate perché devo
mandare mio figlio ad imparare a parlare un italiano penoso e, quel che è peggio, a ragionare con i
piedi invece che
con la testa?
Orsù, signori, parliamoci chiaro! Ci sono delle persone
fantastiche, umanamente eccelse sulle nostre cattedre, ma...
quante sono? E fino a qual punto vengono lasciate libere di
inoculare la propria personalità nelle affermazioni e nelle
modalità d'insegnamento che sono costrette ad adottare e a
subire? Sapete che la persona più umana e completa che abbia
avuto il
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