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Euro, primi giorni di vita
Qualche riflessione sull'evento
europeo del secolo
Anno di pubblicazione: 2002 - ©
di
Francesco Pandolfi Balbi
Ebbene, cos'è cambiato? Le
polemiche inconcludenti sugli errori
dovuti alla novità, la soddisfazione di
stringere in mano qualche moneta che
sembra il piatto da frutta del soldatino
di latta.
Per il resto, le solite fregature piccole e grandi:
duecento lire raggranellate in un cambio sballato di proposito per
sfruttare il momento d'incertezza, gli sportelli automatici diventati
improvvisamente avari anche se per poco tempo... tutte cose che, in
fondo, ai più non cambieranno assolutamente l'esistenza.
Ma cosa vi aspettavate? Stasera, a casa, ci saranno i
soliti piatti da lavare, la persona che ci accoglierà sorridendo o
sbuffando non sarà trasmutata grazie alla nuova moneta. La nostra vita,
finché non decideremo di cambiarla, sarà sempre la stessa... hai voglia
a riempirsi le tasche di spicciolini!
E' pur vero che molte persone, soprattutto gli
anziani, sono andate incontro a nuovi disagi, e qualcuno la batosta l'ha
presa anche bella grossa. Ma non credo sia colpa dell'Euro. Di
negligenti e imbroglioni, piuttosto... questo sì, e non c'è
assolutamente nulla di nuovo!
Rassegnamoci, non saranno le sbandierate trite e
ritrite di questi giorni sulla novità europea del secolo a rendere
migliori, né peggiori, i nostri giorni.
Gli indovinelli da risolvere (i problemi, d'ora in
avanti, chiamiamoli così... ci dà la carica) rimangono tali e quali, sia
nella nostra piccola esistenza che su scala planetaria.
Chiedo venia, intendo essere costruttivo.
Certo ci fa piacere festeggiare questo nuovo
giocattolo. Ma siamo nell'era del consumismo, o no?
E diciamoci la verità! Per noi l'euro è già quasi acqua passata, vero?
Siamo già in cerca di altri stimoli. Non ci bastano mai, gli stimoli;
forse perché li cerchiamo in luoghi ed in forme che non ci soddisfano...
quelli che vanno per la maggiore non sono nati per rispondere ad un'umana esigenza.
Ricordiamo che, in fondo, se anche cambia la forma,
la sostanza del denaro è sempre quella: non è altro che una semplice
forma d'energia ("Nulla si distrugge, tutto si trasforma". Quale esempio
migliore?). Non è pulito né sporco, non è bene né male. Il suo aspetto,
in definitiva, non c'interessa gran che.
Che ne è stato, piuttosto, della trasparenza? I
soldini e le banconote di taglio forte che abbiamo nel portafogli o in
giro per l'auto sono solo la punta di un iceberg che affonda le sue
radici mastodontiche nel mare digitale di banche e multinazionali. E in
mare, tutti lo sanno, vanno a finire tutte le porcherie prodotte dal
genere umano.
Pensiamo a non sporcare ed a pulire, invece di osservare l'etichetta
delle buste vuote che galleggiano appena sotto la superficie!
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