| "Un crimine orrendo. Ora bisogna capire perché..."
Il primo commento di Noam Chomsky ai tragici eventi
americani
Anno di pubblicazione: 2001 - ©
da magazine Z-Net
- Prelevato da www.nonluoghi.it
Il pensatore Usa osserva: "Gli attacchi terroristici sono una atrocità
enorme. In proporzione possono non raggiungere il livello di molti altri, per
esempio il bombardamento voluto da Clinton sul Sudan, senza alcuna ragione
credibile, che distrusse la meta delle riserve farmaceutiche del Paese e
uccise un numero imprecisato di persone (nessuno sa quanti, perché gli Stati
Uniti hanno bloccato un'inchiesta dell'Onu e nessuno si occupa di
proseguirla). Per non parlare di casi molto più gravi che vengono in
mente con facilità.
Ma questo attacco agli Usa è stato senza dubbio un crimine
orrendo. Le vittime principali, come al solito, sono lavoratori: impiegati,
segretari, pompieri eccetera".
Chomsky si sofferma poi sulle possibili conseguenze
geopolitiche della tragedia americana. "E' probabile che ci sarà una
ventata violenta contro i palestinesi e altri popoli poveri e oppressi. E'
probabile che si arrivi a un giro di vite nei controlli di sicurezza con le
loro innumerevoli ramificazioni per limitare i diritti civili e le libertà
interne".
Il noto linguista e politologo americano, vicino all'area del
socialismo libertario, mette in luce che l'attacco terroristico ha evidenziato
in modo drammatico la "stupidità del progetto dello scudo
spaziale". E ricorda che in passato numerosi esperti e analisti
avevano affermato che bisognava guardarsi non da un "altamente
improbabile e inefficace" attacco missilistico ma dagli innumerevoli
altri mezzi di distruzione di massa utilizzabili contro gli Stati Uniti.
"Ci sono - scrive Chomsky - innumerevoli vie molto più semplici di un
attacco missilistico e fondamentalmente non neutralizzabili. Tuttavia, gli
attentati contro gli Usa saranno probabilmente utilizzati per aumentare le
pressioni in favore dello scudo spaziale. La difesa è una sottile copertura
ai piani di militarizzazione dello spazio e, con buone pubbliche relazioni,
anche l'argomento meno credibile avrà buon gioco di fronte a una platea
terrorizzata".
Chomsky, dopo aver ribadito che il crimine subito dagli Usa è legato all'indiscrimnato
impiego americano della forza per controllare i domini nel mondo, afferma di
temere che il futuro possa riservare nuovi e forse ancora più gravi attacchi
contro gli Stati Uniti.
Poi, si interroga sulla possibile reazione americana: "Possiamo
esprimere giustificato orrore, possiamo tentare di capire che cosa può aver
portato a questi crimini, il che significa cercare di entrare nelle menti dei
possibili responsabili". Chomsky invita quindi a rileggere le parole di
Robert Fisk, "la cui conoscenza diretta degli affari nella regione è
senza pari, dopo anni di eccellenti corrispondenze". Fisk ricorda che
questa "non è una guerra della democrazia contro il terrore come il
mondo chiede di poter credere nei prossimi giorni". E aggiunge: "Qui
si tratta anche dei missili americani che colpiscono le case palestinesi e di
elicotteri Usa che sparano missili contro un'ambulanza libanese nel 1996, si
tratta di bombe americane contro un villaggio che si chiama Qana e di
miliziani libanesi pagati dall'alleato Usa israeliano che rapinano e uccidono
nei campi profughi".
Infine, Chomsky, insiste: "Possiamo scegliere tra il tentativo di
capire o rifiutarci di farlo, contribuendo così all'indifferenza delle
peggiori bugie".
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