New York: molte domande, poca fiducia
Se le persone non credono più alle versioni ufficiali
Anno di pubblicazione: 2001 - © di Francesco Pandolfi Balbi
Il disastro che è accaduto lo conosciamo, inutile
aggiungere altre chiacchiere a quelle - superflue e talvolta stomachevoli - che tutti, ma proprio tutti,
stanno facendo. Non saremo mai veramente certi di cosa è accaduto realmente ieri, 11 settembre
2001.
Preferisco dare voce - non perché la condivida, ma per
sottolinearne la particolarità - ad un'opinione che serpeggia fra
conoscenti e sconosciuti, parole raccolte al telefono e nelle sale tv dei bar.
Al di là dell'oculatezza di tali affermazioni - non
spetta a me sostenerle o smentirle - è senz'altro degno di nota il fatto che
si comincia a non credere più aprioristicamente alle versioni ufficiali
diffuse dai media e dagli organismi governativi.
Forse troppi film hanno ipotizzato i più abietti giochi
di potere a carico della povera gente, anche se a volte queste pellicole non
hanno fatto altro che preannunciare - o descrivere - quanto poi è
effettivamente accaduto.
Fatto sta che non si crede alle accuse fatte a Palestinesi
e Talebani, o per lo meno non si crede alla totale ignoranza degli organismi
governativi statunitensi su quanto stava per accadere.
E' un'affermazione atroce, verissimo; eppure, per amore di
verità, è opportuno ricordare che la stessa storia dell'Uomo è disseminata
di egoismi, pazzie, genocidi a volte a carico di alleati, connazionali, gente
che condivideva gli stessi ideali di chi li ha poi assassinati. Possiamo
condannare chi dubita?
Sì, comprendo le perplessità delle persone che ho
incontrato ieri. Eppure voglio sperare che il genere umano segua un'evoluzione
disseminata - è logico - di battute d'arresto, ma inesorabilmente volta verso
una sempre maggiore armonia.
Nell'era di Echelon - la rete spionistica governativa
globale che controlla fax, telefoni, cellulari, e-mail e qualsiasi altra forma
di comunicazione - riesce davvero difficile credere che il governo USA non sapesse, forse a causa
dell'incessante propaganda prodotta nel corso di decenni a
sostegno della potenza e dell'invulnerabilità di questa superpotenza.
Tutte chiacchiere? E' più che probabile; ma nonostante
questo il
sospetto permane e dimostra che nella mentalità delle persone qualcosa sta
cambiando.
Sono in molti a credere che Bush - a prescindere da ciò
che si dice sui suoi presunti legami con i "big" delle armi e del
petrolio e sulla sua forte volontà di rilanciare il progetto dello scudo spaziale -
conoscesse quanto stava per accadere e non v'è dubbio che - sempre secondo
queste opinioni - lui ed i suoi amici abbiano parecchio da
guadagnare da quanto è accaduto.
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