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Alla scoperta del linguaggio del corpo *2
Il rapporto uomo - spazio
Anno di pubblicazione: 2000 - © di Francesco
Pandolfi
Il rapporto uomo - spazio comprende tre concetti fondamentali:
la dimensione psicologica, il territorio, la distanza
interpersonale.
Iniziamo con l'analisi del primo di questi elementi. La
dimensione psicologica varia a seconda delle persone, delle situazioni ed
anche dei vestiti che vengono indossati... chi ha detto che l'abito non fa il
monaco farebbe meglio a leggere quanto segue.
Se è vero che i confini fisici del nostro corpo sono ben
delimitati, altrettanto non si può dire di quelli psicologici, tutt'altro che
ovvii ed intuitivi.
Chi, da bambino, non ha indossato le scarpe della mamma o i
calzini del papà? Per far cosa? Per guardarsi allo specchio e sentirsi più
grande.
Ebbene, continuiamo a farlo anche da grandi! Meglio di
qualsiasi altra cosa, gli abiti riescono a rimodellare il modo di apparire del
nostro corpo, avvicinandolo all'immagine che abbiamo o vorremmo avere di noi
stessi.
Gli abiti sono un'estensione del nostro corpo, proprio come
la corazza di una tartaruga: se la si percuote, lei percepirà che una parte
poco sensibile del proprio organismo è stata toccata.
Si scopre così l'importanza che l'abbigliamento ha sempre
avuto nella nostra cultura: gli abiti non mutano solo l'immagine che ognuno ha
di sé, ma anche quella che viene mostrata alle altre persone. Basta indossare
abiti larghi, con spalline o imbottiti per sentirsi più grandi e grossi. E la
cosa più sorprendente è che, pur essendone consapevoli, l'efficacia di
questo espediente ha un calo molto limitato.
Stessa cosa vale per il colore: tutti sanno che il bianco
"ingrassa" e che il nero "dimagrisce". Una persona timida
indosserà abiti dai colori spenti, simulando inconsapevolmente le doti
mimetiche del camaleonte.
La posizione delle gambe
Stando in piedi le gambe possono essere chiuse o divaricate.
In genere assumono quest'ultima posa le persone dominanti.
Perché? Perché in antichità questa era la posa che il
guerriero assumeva nei combattimenti per avere le maggiori
possibilità di equilibrio. E perché il guerriero combatteva?
Per difendere mogli e prole.
Se è una donna ad assumere questa posa, è molto probabile
che stia inconsciamente rivendicando la propria parità nei
confronti dell'uomo.
E le gambe chiuse, allora? E' una posizione tipicamente
femminile, mette in evidenza le "curve". Spinta al massimo si
trasforma nella posa nella quale un ginocchio viene portato in avanti, chiaro
segno di corteggiamento in quanto evidenzia ancora di più le grazie
femminili.
Diversa è la posa che, specialmente da sedute, assumono le
donne quando vogliono mettere in evidenza la propria fragilità: accostano le
ginocchia divaricando le estremità delle gambe e portando le punte dei piedi
verso l'interno. "Vedi come sono indifesa?" sembrano dire, perché
questa posa ricalca la difficoltà a reggersi in piedi tipico dei cuccioli e
serve a suscitare in chi guarda un sentimento di protezione.
Braccia e gambe
Siamo seduti. Come usiamo la posa di gambe e braccia per
modificare l'impressione che diamo agli altri?
Anche qui, come prima, abbiamo due pose fondamentali: apertura
e chiusura.
Braccia aperte e gambe larghe: posizione da leader,
perché espone due regioni del corpo estremamente vulnerabili: i genitali e le
ascelle, porta d'ingresso per trafiggere il cuore. Oltre tutto, in questa posa
occupiamo uno spazio maggiore del normale, che rispecchia una dimensione
psicologica molto ampia: infatti l'inconscio dell'osservatore valuta la
dimensione di una persona in base allo spazio che occupa.
Ne consegue che chiudere o stringere braccia o gambe
diminuisce la propria dimensione psicologica e denota il desiderio di non
essere notati o presi in considerazione. E' un atteggiamento di difesa.
E le soluzioni "ibride"? Voglio dire, quelle
della serie "gambe aperte e mani sui testicoli" o "braccia
aperte e gambe incrociate"? Spesso denotano un bluff, la persona vuole
apparire sicura, ma in realtà non lo è. Oppure è realmente una persona
dominante, ma è temporaneamente in difficoltà a causa della presenza di una
persona o di un particolare elemento "scomodo".
I movimenti nello spazio
Quello di muoversi è un altro modo di dominare. Più ci si
muove, maggiore apparirà alle altre persone la nostra dimensione psicologica.
E' per questo che presentatori, politici, conferenzieri e tutti gli uomini
esposti ad un pubblico non stanno mai fermi, gesticolano ampiamente e
camminano in mezzo alle persone: questo comportamento genera più stimoli
della norma e, di conseguenza, fa in modo che la persona venga percepita in
maniera più intensa e distinta.
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